Serie A

Milan, Cardinale: “Senza Champions è fallimento. Tutti da valutare”

Il presidente rossonero mette: "Si può discutere su come abbiamo speso i soldi sul mercato"
Gerry Cardinale (Getty Images)

Il momento difficilissimo del Milan è anche contestualmente uno dei più delicati dell’era RedBird e Gerry Cardinale ha scelto di esporsi in prima persona per provare a ricompattare un ambiente sempre più teso. La frenata dei rossoneri nel finale di stagione ha riaperto contestazioni, dubbi e critiche verso proprietà, dirigenza e squadra, soprattutto dopo settimane in cui il Diavolo sembrava pienamente in corsa persino per lo scudetto. Il presidente, intervenuto alla Gazzetta dello Sport, ha parlato apertamente di delusione, ammettendo errori ma respingendo anche l’idea di una proprietà distante o disinteressata alla competitività sportiva del club.

Gli obiettivi

Cardinale, però, ha prima di tutto voluto difendere il lavoro svolto durante gran parte della stagione, sottolineando come il rendimento recente rischi di compromettere mesi molto positivi. “Max e la squadra hanno fatto un ottimo lavoro per quasi tutto il campionato. Siamo stati in testa alla classifica, in corsa per lo scudetto fino alla partita contro la Lazio. E poi nelle ultime cinque partite, stiamo rischiando di gettare al vento la stagione. Sono nel mondo dello sport da tre decenni, so che queste cose succedono, ma questo non ti fa sentire meglio”. Il numero uno rossonero ha poi evidenziato il clima complicato che si respira attorno al club nelle ultime settimane: “Ora siamo concentrati nel vincere le ultime due partite. Ma, devo dire, agiamo dentro un contesto non facile: tante polemiche e tante falsità. Francamente sono un po’ deluso, a fine anno valuterò tutti”. Una presa di posizione netta, accompagnata anche dalla volontà di ribadire il proprio coinvolgimento personale nel progetto sportivo: “Non mi interessa solo il denaro e non vincere”.

Riflessioni importanti

Nel corso dell’intervista Cardinale ha affrontato anche il tema degli investimenti e del rapporto con la tifoseria, ammettendo senza troppi giri di parole che qualcosa nella costruzione della squadra non abbia funzionato come previsto. “Nelle ultime tre stagioni, abbiamo speso più di qualsiasi altra squadra della Serie A sul mercato. Ora, magari non abbiamo speso al meglio. Mi do un voto più alto per i soldi che ho messo che per come li abbiamo spesi. Parole che sembrano anticipare inevitabili riflessioni estive sulla struttura tecnica e dirigenziale del club. Nel frattempo il presidente ha chiesto unità all’ambiente rossonero: “Non biasimo i tifosi per essere arrabbiati, sono arrabbiato anch’io. Sono appassionati quanto me. Ma proviamo a sostenere i nostri ragazzi, invece di buttarli giù”. E infine il riferimento più significativo al futuro, con un passaggio dedicato proprio ad Allegri: Mi sono già seduto con Max, abbiamo parlato di molte cose. Ci metteremo al lavoro una volta che la stagione sarà finita; ora non è il momento di parlarne”.