Calcio

Svezia, organizzazione e fisico: il Nord che resiste

La Svezia è pronta a rilanciarsi al Mondiale del 2026, rigenerata dall'arrivo di Potter

Solida, pragmatica, storicamente dura a morire. La Svezia che si affaccia al Mondiale 2026 è una squadra rigenerata, che ha saputo cancellare gli spettri degli ultimi anni piuttosto complicati che l’hanno tenuta lontana dalla competizione per ben 8 anni. Sotto la guida di Potter la selezione scandiva ha ritrovato il perfetto equilibrio tra la tradizionale potenza fisica del Nord e la nuova generazione di talenti. 

Il momento della squadra 

La Svezia ha staccato il pass per i Mondiali vincendo contro l’Ucraina 3-1 e poi contro la Polonia 3-2 nella finale dei playoff a marzo. Due successi fondamentali che gli hanno permesso di mettersi alle spalle la crisi profonda in cui è sprofondata dopo aver fallito l’accesso a Qatar 2022 e che ha portato all’esonero dell’ex ct Tomasson. La qualificazione ha restituito entusiasmo a un intero paese. Alla Coppa del Mondo parteciperà nel Gruppo F insieme a Tunisia, Paesi Bassi e Giappone

Il Commissario Tecnico e le idee di gioco 

Graham Potter è l’artefice della rinascita della Svezia. L’ex allenatore di Brighton e Chelsea dopo le sue esperienze nei club è tornato “a casa” nell’ottobre del 2025. È in Svezia che è iniziata la sua carriera, allenando Östersund. L’inglese è stato chiamato a risollevare una squadra che sotto la guida precedente era troppo sbilanciata e vulnerabile, Potter ha saputo rimettere le cose al loro posto ricreando un equilibrio che si era distrutto. Ha mediato tra modernità e tradizione rispolverando solidità difensiva, pragmatismo e organizzazione. 

I giocatori chiave 

Il punto di riferimento assoluto della Svezia è Viktor Gyökeres, attaccante dell’Arsenal. Le sue quattro reti realizzate ai playoff di Marzo hanno regalato alla Svezia la gioia del ritorno al Mondiale. Giocatore fisico, famelico e letale in area. È la principale arma offensiva di Potter. A centrocampo, l’astro nascente e metronomo della squadra è il giovane Yasin Ayari (Brighton), elemento sottile ma fondamentale per pulire i palloni e dettare i tempi di gioco.

Punti di forza e debolezze 

La ritrovata solidità difensiva e la pericolosità in contropiede sono i principali punti di forza della Svezia. In gruppo ci sono molti giocatori che militano in Premier League e la forte impronta “inglese” conferisce alla squadra anche un’alta intensità nei duelli individuali. L’assenza di alternative in alcuni ruoli costringe gli elementi principali agli straordinari e questa è una pecca per Potter. La tenuta fisica dei giocatori di punta, reduci da stagioni intense e travagliate, sarà una grana non indifferente da gestire per il ct. 

La probabile formazione

SVEZIA (3-4-2-1): Nordfeldt; Lagerbielke, Starfelt, Lindelof; Johansson, Ayari, Karlstrom, Gudmundsson; Elanga, Nygren; Gyokeres. Ct. Potter 

La storia ai Mondiali 

La Svezia ha raggiunto l’apice nel 1958, nel torneo che si è disputato in casa, quando arrivò in finale contro il Brasile di Pelé. Gli scandinavi si arresero ai verdeoro ma disputarono un’ottima competizione. Un’altra pagina di storia i Blågult la scrissero nel 1994 al Mondiale negli USA conquistando il terzo posto. L’ultima apparizione risale al 2018 quando si spinsero fino ai quarti di finale. 

Obiettivo Mondiale 2026 

Essendo una squadra ricostruita in corsa e qualificata attraverso lo spauracchio dei playoff, non ha la pressione delle primissime favorite. L’obiettivo dei Blågult è quello di superare la fase a gironi, poi una volta raggiunta la fase a eliminazione diretta la squadra di Potter punterà a essere la mina vagante del torneo.