Sembrava tutto fatto, ma la trattativa tra Roma e Porto per Rodrigo Mora ha subito un’improvvisa frenata. E ora il rischio che l’affare salti è concreto. Ma cos’è successo? Secondo le indiscrezioni, sembrerebbe che all’ultimo il Porto abbia cambiato le carte in tavola.
La ricostruzione
L’accordo iniziale prevedeva un prestito oneroso da 7 milioni di euro con diritto di riscatto fissato a 43, destinato a diventare obbligo al verificarsi di determinate condizioni, come il 60% delle presenze e la qualificazione in Champions League. Un’intesa che sembrava soddisfare entrambe le parti, prima del dietrofront del Porto. A cambiare le carte in tavola è stato il presidente André Villas-Boas, che chiede condizioni più semplici per far scattare l’obbligo. Il club portoghese vuole infatti avere la certezza di incassare i 43 milioni tra un anno, senza correre il rischio che la Roma possa decidere di non riscattare il giocatore. Da qui anche la richiesta di una percentuale sulla futura rivendita.
Allarme in casa Roma
A Trigoria la situazione ha fatto scattare l’allarme: D’Amico e Gasperini hanno avuto un vertice urgente per fare il punto sulla trattativa. Il tecnico considera Mora una priorità assoluta, ma le nuove richieste del Porto rischiano di complicare seriamente l’operazione. E non è un dettaglio. Proprio per questo la Roma ha messo momentaneamente in stand-by Luis Henrique dell’Inter: l’intesa di massima con i nerazzurri c’è, ma prima bisogna capire quale sarà il destino di Mora.