MotoGP, gara folle a Jerez: Marquez cade e poi vince, Bagnaia da 16° a 2°
Una gara folle quella a Jerez de la Frontera dove Marc Marquez cade per via della pioggia, ma riesce comunque a vincere perché vicino ai box è tra i primi a rientrare per cambiare gomme e, quindi moto. Una gara in cui Bagnaia e Morbidelli, che campeggiavano nel fondo della pista, riescono ad approfittare del rimescolamento e si portano nelle prime tre posizione, a completamento di un podio che vede fuori Di Giannantonio (per un attimo anche primo) e Bezzecchi, out per una brutta caduta.
La gara
La partenza migliore è quella di Marc Marquez che guadagna subito metri su Johan Zarco, al contrario di Marco Bezzecchi che a causa di uno scivolamento del posteriore è sceso in diciassettesima posizione. I primi giri, d’altronde, sono drammatici per Aprilia che subito dopo aver tagliato il traguardo per la prima volta con Martin, vede il pilota spagnolo dover dare forfait per un problema ai dischi freno andati in incandescenza. Crolla invece Zarco che, dopo aver cercato di resistere a Di Giannantonio, deve arrendersi subendo anche la rimonta di Acosta con il quale inizia un duello per il quinto posto ricco di botta e risposta che viene caratterizzato dal cadere di alcune gocce di pioggia che però non levano niente allo spettacolo. Spettacolo che entra nel vivo anche in testa al gruppone, dove Alex Marquez a 7 giri dalla fine si porta alle spalle del fratello Marc e avendone molto di più impiega solo pochi chilometri a mettersi davanti e a dare più di mezzo secondo al #93.
La pioggia stravolge tutto
A stravolgere la gara a quattro giri dalla fine è l’aumento della pioggia che porta prima alla caduta di Marc Marquez e poi Alex Marquez che consegna la testa a Di Giannantonio che, poco dopo, è costretto a rientrare stravolgendo l’ordine dei piloti. A tre giri della fine in testa si trovano Bagnaia e Marquez in duello tra Ducati che rende ancora più speciale il finale di una gara che Marquez, cadendo per primo e a pochi metri dai box, vince in modo clamoroso, davanti a un Pecco che riesce a tornare a podio più per strategia che per rendimento. Al terzo posto arriva in modo altrettanto sorprendente Morbidelli, davanti a Binder e Di Giannantonio.