Spettacolo

Addio a Peppino Di Capri: aveva 86 anni

Se ne va una leggenda della musica italiana: da Champagne a E mo e mo, ha segnato un'epoca. Ha partecipato a 15 Festival di Sanremo, record assoluto, vincendolo nel 1973 e nel 1976
Peppino Di Capri
Peppino Di Capri (Getty Images)

Il mondo della musica piange la morte di Peppino Di Capri. Giuseppe Faiella, questo il suo vero nome, era nato a Capri il 27 luglio del 1939 e il suo talento musicale fu precocissimo e segnò una carriera lunga e felice, che lo portò anche innumerevoli volte sul palco del Festival di Sanremo che vinse due volte. Una carriera che aveva già raggiunto i vertici negli anni Sessanta, segnata da alcuni grandi successi come ChampagneE mo e moRobertaLet’s Twist Again e St. Tropez Twist. Era nato del resto in una famiglia di musicisti e l’ultima apparizione in pubblico fu un anno fa quando, tra applausi e una standing ovation dalla platea di una serata in suo omaggio, ha chiesto il microfono per cantare insieme con la band, i Capri Rockers capitanati dal figlio Edoardo Faiella, Champagne e Il sognatore. Aveva celebrato nel 2018 i 60 anni di carriera sul palcoscenico del Teatro di San Carlo. Il 27 luglio Peppino Di Capri, al secolo Giuseppe Faiella, uno degli artisti italiani più amati nel mondo, avrebbe compiuto 87 anni essendo nato nel 1939. Ma alla soglia degli 80 anni aveva perso l’amata moglie Giuliana e nulla era stato più come prima.

La carriera di Peppino Di Capri: dai primi successi alle vittorie a Sanremo

Raro esempio di longevità artistica che attraversa stili e generazioni, la sua dolce rivoluzione rock dalla fine degli anni ’50 ha rinnovato la canzone napoletana rendendola “cool”. Con un timbro vocale inconfondibile che rimanda al fascino dell’isola azzurra, alla magia dell’estate, dei suoi amori e a una romantica “luna caprese”, da voce del twist a elegante chansonnier ha fatto innamorare almeno tre generazioni. Canzoni come Roberta e Champagne, che fanno parte della storia della musica in Italia, sono cantate e amate ancora oggi, anche dai più giovani. Dalla gavetta nei night club di Capri e Ischia con occhiali spessi e giacca di lamé, unico cantante italiano a salire sul palco calcato dai Beatles nella celebre tournée italiana del 1965, Peppino è stato un enfant prodige al pianoforte esibendosi dall’età di 4 anni per i militari americani di stanza a Capri. Dal 1958 il primo successo Malatia lo fa subito divenire una star, accompagnato dai Rockers. Don’t Play That SongVoce ‘e notteLet’s Twist Again (il suo disco più venduto) e Nessuno al mondo hanno fatto da colonna sonora all’Italia spensierata che andava incontro al boom. Con Me chiamme ammore vince l’ultimo Festival di Napoli nel 1970. Aveva partecipato a quindici Festival di Sanremo, record assoluto, vincendone due: nel 1973 con Un grande amore e niente più e nel 1976 con Non lo faccio più.

I successi senza tempo e l’eredità artistica di Peppino Di Capri

Innumerevoli le sue hits evergreen dagli anni ’70 a oggi, da Amare di meno, sigla del mitico Rischiatutto, a Roberta, da Auguri a Il sognatore, senza mai dimenticare la tradizione. Nel 2023 sul palco di Sanremo Amadeus gli consegna il premio alla carriera. Poi la celebrazione nel 2025 con Champagne, la biopic Rai firmata da Cinzia TH Torrini con Francesco Del Gaudio nei suoi panni, che lo ha consegnato alla storia anche con la stella sulla Hall of Fame, ce ne fosse stato bisogno per un indimenticabile interprete.