ATP Gstaad 2026, Tsitsipas in finale dopo 504 giorni: “Bisogna essere masochisti per sopportare questa sofferenza”
A digiuni di finale e titoli ATP da Dubai (febbraio 2025), Stefanos Tsitsipas torna in finale a Gstaad dove affronterà Raphael Collignon domenica 19 luglio alle ore 11:30.
Le riflessioni di Tsitsipas dopo la vittoria con Shevchenko
Ecco le parole del greco dopo il successo in semifinale con Alexander Shevchenko in cui ha rischiato di farsi male da solo: “Ho rotto una racchetta, mi sono quasi rotto una gamba… due volte. È stata una giornata davvero divertente, piena di avventure. A dire il vero, non mi era mai successo niente del genere prima. È stato drammatico e terribile. Sono rotolato letteralmente in mezzo al campo come un sacco di patate. Ero spaventato perché quando il piede si incastra nella terra battuta, si rischia di slogarsi la caviglia, e questo è un infortunio che può tenerti fuori per molti mesi. È stata un’ottima partita. Ho lottato duramente. Ci sono stati alti e bassi. Ho iniziato con molta energia, e poi ho abbassato un po’ il ritmo quando lui ha alzato il livello. La cosa più importante è lottare. Prima di tutto, bisogna saper competere e cogliere ogni opportunità. Indipendentemente dal risultato, bisogna rimanere competitivi e continuare a lottare. È quello che cerco sempre di fare. Poi viene il passo successivo, ovvero trovare la soluzione per vincere la partita. Ci sono riuscito di nuovo, ed è stato fantastico. Ci sono greci ovunque, non mi aspettavo una presenza così numerosa a Gstaad. Sono molto felice di essere qui, e ancora di più ora che sono arrivato in finale dove cercherò di superare me stesso ancora una volta. Questa finale è speciale. Penso a quanto sia bello poter competere di nuovo per un titolo. Il mio tennis sta mostrando ottimi segnali di ripresa”.
Per Tsitsipas bisogna saper soffrire per rimanere al vertice del tennis mondiale
L’ex fidanzato di Paula Badosa esprime, poi, un pensiero su quanto sia difficile restare al vertice in un mondo così competitivo come quello del tennis. “So cosa significhi essere al vertice della classifica, giocare le fasi finali nei tornei del Grande Slam o nei Masters 1000. So quanto sofferenza e dolore provi costantemente. Non è piacevole. Bisogna essere un po’ masochisti per apprezzare quella sofferenza. È questo che distingue i migliori dagli altri”.