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ATP Madrid 2026, Jodar prima eguaglia Nadal e Alcaraz poi pensa a Sinner: “Forse posso vincere”

Rafael Jodar si approccia al match più importante della sua giovane carriera con tanta fiducia nei propri mezzi
Rafael Jodar (Getty Images)

Oltre ad arrivare per la prima volta tra i migliori otto in un Masters 1000, Rafael Jodar è il terzo 19enne spagnolo a raggiungere i quarti a Madrid nella storia del torneo e si trova decisamente in buona compagnia considerato che gli altri due tennisti a farcela sono stati Rafa Nadal e Carlos Alcaraz.

Jodar presenta la sfida con Sinner

Alle ore 16:00 di mercoledì 29 aprile, il nuovo idolo di casa sfiderà il n. 1 della classifica ATP, Jannik Sinner, in un duello inedito in cui proverà a compiere l’impresa più importante della sua giovane carriera: “Sarà un match molto difficile, questo è certo. Cercherò di dare il massimo e di imparare molto. La affronterò con la stessa mentalità delle partite precedenti: sono fiducioso sul fatto che avrò le mie possibilità se farò le cose per bene. Penserò un punto alla volta, ho ancora molta strada da fare. So che se farò le cose per bene e manterrò un atteggiamento positivo per tutta la partita, forse si presenterà l’opportunità di vincere. Tutti sono forti e giocano bene, quindi non bisogna concentrarsi su ciò che fa l’avversario. Come gestisco la pressione? Cerco di non guardare troppo i social media, anche se uso il telefono soprattutto per parlare con amici e familiari. Cerco di rimanere concentrato su quello che devo fare, ovvero giocare a tennis, senza guardare cosa succede nel torneo o nelle altre partite. Quando ho del tempo libero, lo uso per parlare con amici e familiari e per recuperare le energie. Il team è sempre stato composto da me e mio padre. Non abbiamo intenzione di cambiare per il momento perché le cose funzionano”.

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Jodar non appoggia la protesta di Sinner

In ultimo, Jodar non vuole alimentare la polemica sulla programmazione serale prodotta dalle parole dell’altoatesino dopo il successo con Cameron Norrie: “Sono decisioni che prende l’organizzazione del torneo. C’è un motivo dietro ogni decisione e noi dobbiamo adattarci a qualsiasi cosa il torneo imponga. Ho già dovuto giocare partite a orari diversi, tutto quello che posso fare è impegnarmi al massimo per adattarmi alle condizioni. Non conosco le condizioni di domani, ma ci sono cose come la pioggia che non possono essere controllate”.

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