ATP Madrid 2026, la critica di Cobolli: “Il campo sembra una pista da hockey sul ghiaccio!”. Il motivo
Deve soffrire più del previsto Flavio Cobolli per qualificarsi al 3° turno del Masters 1000 di Madrid dove approda grazie all’affermazione per 6-7 (7-9) 6-1 6-4 ai danni di Camilo Ugo Carabelli con il sorprendente qualificato paraguaiano Adolfo Vallejo suo prossimo avversario nella giornata di lunedì 27 aprile 2026.
Cobolli non si aspettava di soffrire così tanto
Il tennista azzurro si attendeva un ingresso più morbido nel torneo dopo aver raggiunto la finale a Monaco di Baviera: “Questa non sembra terra battuta, si scivola così tanto che sembra una pista da hockey sul ghiaccio. Ho avuto qualche problema nella prima ora in campo, era difficile muoversi e trovare gli appoggi giusti. Poi però credo di aver avuto un ottimo atteggiamento. La prima partita in un torneo è sempre la più complicata, ma ora ho buone sensazioni e non vedo l’ora di giocare il prossimo match. Bisogna adattarsi e lottare anche contro queste situazioni e penso di esserci riuscito, quindi sono molto contento. Venivo dall’ATP 500 di Monaco, dove avevo giocato un buon tennis, e pensavo di portarmi dietro quelle sensazioni. Negli ultimi giorni mi ero allenato bene, quindi mi aspettavo un inizio diverso. Non è stato così, all’inizio non ho avuto la giusta pazienza, però poi le sensazioni sono arrivate e sono soddisfatto“.
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Cobolli andrà al Bernabeu ma boccia l’intelligenza artificiale
Due temi più leggeri, poi, per Cobolli in conferenza stampa: “Andremo al Bernabeu, ma ho già detto al team che non sarà un vero allenamento. Faremo magari qualche palleggio, più per l’esperienza. Siamo arrivati a un punto del torneo in cui bisogna pensare prima alla competizione che al divertimento. Giocare lì sarebbe qualcosa di speciale, ma è molto diverso rispetto a queste condizioni. Preferisco risparmiare energie e lavorare su quello che oggi non ha funzionato. L’intelligenza artificiale nel tennis? Sinceramente non la uso, non ho nemmeno un account e preferisco non farlo. Credo che sia un livello diverso e io preferisco restare così. A questi livelli abbiamo già un team molto preparato, investiamo tanto per avere le persone giuste intorno e credo che per il momento basti così. Può essere utile magari per altri aspetti, come contratti o sponsor, ma non per la preparazione in campo”.