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Bertolucci incorona Sinner dopo il trionfo a Wimbledon 2026: “Un esempio per tutti”. Poi il consiglio sul record dei Masters 1000

Bellissime parole spese da Paolo Bertolucci nei confronti di Jannik Sinner dopo il secondo storico trionfo a Wimbledon
Jannik Sinner
Jannik Sinner (Getty Images)

Dalle colonne della Gazzetta dello Sport, Paolo Bertolucci commenta il secondo titolo di fila vinto da Jannik Sinner al torneo di Wimbledon dove ha battuto Alexander Zverev nell’atto conclusivo dell’edizione 2026.

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I complimenti di Bertolucci a Sinner

L’ex capitano della Nazionale italiana di Coppa Davis riserva parole al miele per il 24enne di San Candido: “Ripetersi è ben più difficile di vincere per la prima volta. Di sicuro, ha più consapevolezza dei propri mezzi. È un qualcosa che ti viene con gli anni, con l’esperienza, con i successi. Quanto al miglioramento tecnico, è evidente che i passi avanti più importanti siano stati fatti nel servizio. Un colpo che lo ha tenuto a galla tante volte, che gli ha risolto una marea di problemi. Anche la finale non ha fatto eccezione. Una certezza assoluta, parliamo ormai di uno dei migliori battitori del mondo“.

Bertolucci frena Sinner sul record dei Masters 1000

Il nativo di Forte dei Marmi non condivide, invece, il possibile tentativo di Sinner di vincere tutti e nove i Masters 1000 nello stesso anno: “A che servirebbe? Solo per le statistiche. Per me non avrebbe molto senso. Vedremo nel dettaglio quale sarà la sua programmazione, è ovvio però che l’US Open costituirà il prossimo grande obiettivo. Potrebbe esserci il ritorno di Carlos Alcaraz, ma non è detto che vedremo la migliore versione dello spagnolo. Ma comunque Sinner partirà da numero uno al mondo, da candidato principale al successo finale. Sinner ha trovato la formula vincente e andrà avanti così. I difetti io non riesco a vederli, i pregi sono milioni per come si comporta in campo e fuori. È un esempio per tutti. Se invece si cerca uno che urla, che sbraita, che si comporta in un’altra maniera, ci si rivolga altrove”.

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