Tennis

Musetti riparte dall’ATP 500 di Washington: “Ci vuole coraggio per riprovarci”. Poi i complimenti a Sinner

Interessante intervista rilasciata da Lorenzo Musetti al Financial Times in cui traccia il bilancio di un 2026 problematico
Lorenzo Musetti (Getty Images)

Il 2026 tennistico di Lorenzo Musetti dovrebbe riprendere all’ATP 500 di Washington, in programma dal 27 luglio al 2 agosto, e il carrarino rilascia una interessante intervista al Financial Times in cui tocca numerosi temi.

Per Musetti un 2026 complicato

Il toscano parla dei problemi fisici accusati in questa stagione in cui non gioca un match ufficiale dal Masters 1000 di Roma: “È stato un anno difficile, soprattutto in Australia, quando ero davvero al massimo della mia forma. La parte più dura più del dolore, delle ore di fisioterapia e riabilitazione, delle visite da vari specialisti o del fatto di essere rimasto ai margini è stata semplicemente accettare quello che stava accadendo. La connessione mente-corpo è tutto. Nulla è più importante, per la salute generale, dell’essere psicologicamente e mentalmente forti. Devi avere la predisposizione a fare determinati sacrifici. Ma devi anche essere aperto, disponibile, pronto ad accogliere ciò che arriva. Cosa serve per tornare? Pazienza e anche resilienza: il coraggio di riprovarci”.

Musetti vede Sinner come leader del movimento italiano

Il due volte semifinalista Slam esalta, poi, le doti di Jannik Sinner, rivelando che Roger Federer è sempre stato il suo idolo: “Jannik Sinner è il nostro leader: guida tutto il movimento tennistico italiano. Certo, Fabio Fognini ha aperto la strada diversi anni fa. Poi Matteo Berrettini ha spalancato le porte degli Slam. Hanno portato avanti il movimento per tutti noi, in termini di consapevolezza, di investimenti nel tennis e nei giocatori, ma anche per quanto riguarda le nostre ambizioni e i nostri sogni. Sono molto felice di far parte della band. Giocare il rovescio a una mano, aver quel tipo di movimento del braccio, è qualcosa di talmente raro ormai da poter essere definito quasi una specie in via di estinzione. Sono cresciuto guardando Roger Federer, il mio idolo. Penso che sia il più grande di sempre, ma senza dubbio dal punto di vista estetico. Il tennis è diventato uno sport completamente diverso rispetto al passato. I ritmi sono molto più veloci: è tutto un colpire-colpire-colpire. Il mio stile? È un valore aggiunto, qualcosa che può mettere il mio avversario in difficoltà e costringerlo a giocare sulla difensiva”.