Binaghi a muso duro: “Sinner non ha mai dubitato di saltare Roma”. Poi spiega il ko di Cobolli con Zverev al Roland Garros
L’edizione 2026 del Roland Garros lascia in eredità al tennis italiano un’altra finale persa nel singolare maschile con Flavio Cobolli, ma un titolo nel doppio misto con Sara Errani e Andrea Vavassori: il presidente della FITP, Angelo Binaghi, a La Politica nel pallone su Radio Rai Gr Parlamento parla del neo top 10 della classifica ATP, ma anche di Jannik Sinner.
Binaghi è convinto che Cobolli abbia perso per i crampi con Zverev
Il cagliaritano non ha dubbi su quanto accaduto nell’atto conclusivo di Parigi tra Cobolli e Alexander Zverev: “Zverev ha vinto sui due crampi che sono venuti a Flavio. Senza quelli saremmo ancora in campo con Cobolli che avrebbe qualche chance in più. Il break subito nel decimo game del quarto set? Non credo che possa aver inciso. Flavio ha sì servito molto male, mettendo una sola prima, ma di fatto ha prolungato lo sforzo anche all’avversario. Trasformare la partita in una gara di corsa ci avrebbe aiutato. Da oggi abbiamo un nuovo top 10. Ma abbiamo anche recuperato e rilanciato un altro giovane come Matteo Arnaldi, oltre che ritrovato al meglio un nostro atleta di punta come Matteo Berrettini”.
Binaghi parla poi del malore di Sinner al Roland Garros
Inevitabile, poi, affrontare l’argomento legato al malessere accusato da Jannik Sinner al 2° turno con Juan Manuel Cerundolo: “Jannik non ha mai messo in dubbio per un solo secondo di giocare a Roma. Il fatto che abbia giocato e vinto con un grande sforzo fisico è un atto di amore nei confronti del nostro Paese e del nostro movimento. Quanto accaduto a Parigi conferma quello che dico. Aveva vinto e giocato troppo: già a Roma era in quelle condizioni, ma contro Medvedev era venuta in aiuto la pioggia. Se non fosse accaduto quel giovedì sarebbe successo alcuni giorni dopo. L’adattamento al caldo dimostra che ha ancora margini di miglioramento: Jannik non si lascerà sfuggire la chance di diventare ancora più forte”.