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Coppa Davis 2026, Rune dopo la rimonta con Dimitrov: “Gioco con il sorriso sulle labbra”

Holger Rune fatica a trattenere l’emozione al ritorno in campo dopo 11 mesi di stop
Holger Rune (Getty Images)

L’eroe di questo fine settimana di Coppa Davis non può che essere Holger Rune, tornato in campo dopo uno stop di ben 11 mesi a causa della rottura del tendine d’Achille: il danese porta due punti al proprio Paese, compreso quello conquistato in rimonta ai danni di Grigor Dimitrov, battuto con il punteggio di 3-6 6-3 7-6 al termine di una dura battaglia.

Rune commenta la vittoria con Dimitrov in Coppa Davis

Ecco le parole del nativo di Gentofte in conferenza dopo il successo in volata: “È incredibile per me aver battuto Dimitrov questa settimana. Sapevo che avrei sofferto molto, che il mio fisico avrebbe fatto fatica dopo la partita del giorno precedente e che sarebbe stato un match duro. Sono piacevolmente sorpreso dalla tenuta del mio corpo e dal mio livello di gioco. Credo di essere stato il giocatore migliore nei game iniziali. Poi ho perso un po’ di energia e di ritmo, e lui è stato più lucido nei momenti decisivi. Sono andato in bagno e ho pensato: ‘Devo alzare il livello, adesso. Così non va bene’. Così ho cambiato marcia e ho giocato un tennis decisamente migliore nel secondo set, mantenendo quel livello anche per buona parte del terzo. Alla fine tutto si è deciso con un tie-break di altissimo livello da parte di entrambi. È stata una partita incredibile da giocare”.

Rune non riesce a non sorridere mentre è in campo

Il danese non può che parlare della grande emozione provata dopo tanto tempo trascorso lontano dal rettangolo di gioco: “Più partite gioco, meglio è per il futuro. Sto smaltendo la ruggine. Mi ritrovo in situazioni che non vivevo da molto tempo. È positivo trovarsi in queste condizioni: sentire la pressione, le emozioni e l’intensità in modo diverso. Venerdì ho giocato praticamente tutta la partita col sorriso sulle labbra. Ho sorriso anche nel match con Dimitrov, ma verso la fine del match la mia mentalità era più orientata al: ‘Voglio vincere a tutti i costi’. Durante il tie-break non c’era tempo per sorridere; la competizione si è fatta davvero accesa”.

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