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Djokovic spaventa Cobolli: “Quest’anno vorrei giocare le ATP Finals”. Poi parla del programma dopo Pechino

C’è un avversario in più per Flavio Cobolli nella corsa alle ATP Finals di Torino ed è Novak Djokovic
Novak Djokovic
Novak Djokovic (Getty Images)

Dopo aver rinunciato alle ATP Finals nelle ultime due stagioni nonostante avesse chiuso il 2024 e il 2025 tra i migliori otto, Novak Djokovic spera, invece, di giocarle in questa stagione anche se è soltanto undicesimo nella Race per Torino dopo aver raggiunto i quarti di finale a Pechino dove ha battuto Yunchaokete Bu in rimonta con il punteggio di 3-6 7-6 (7-2) 6-2.

Djokovic parla del programma dopo Pechino

Ecco le parole di Nole in conferenza stampa sul programma fino al termine della stagione: “Non ho le idee chiarissime in questo momento. Al momento non sono ancora qualificato per le ATP Finals di Torino. Quest’anno mi piacerebbe giocarle se mi qualificassi, e ho anche in programma di giocare a Parigi-Bercy. Shanghai, ancora non lo so. Devo vedere come mi sento qui e poi deciderò”.

Djokovic non svela il problema di salute che l’ha colpito nel 2026

L’ex n. 1 del mondo sottolinea come sia stato un problema di salute a condizionarlo in questa stagione: “La verità è che quest’anno per me è stata una grandissima battaglia a causa di alcuni problemi fisici che sto affrontando. Sto solo cercando di trovare modi diversi per darmi almeno delle condizioni fisiche e di salute decenti per stare in campo e competere con l’avversario dall’altra parte della rete. Se poi l’avversario mi batte ed è migliore di me, tanto di cappello. La maggior parte delle partite e dei tornei che ho giocato quest’anno sono stati una vera e propria sofferenza fisica per me. E questo non ha nulla a che fare con la resistenza. La gente fa confusione. Non è la resistenza fisica, è qualcos’altro, più legato alla salute. Non voglio rivelare di cosa si tratti, ma sto cercando di venire a capo della situazione insieme al mio team. A volte le cose vanno meglio, a volte meno. Spero solo, con tutto quello che stiamo facendo, di riuscire a mantenere condizioni decenti per il prossimo match e per i prossimi tornei. Questo è tutto ciò che posso dire. Ovviamente non è divertente quando ti senti così in campo, perché finisco per investire energie emotive, mentali e naturalmente fisiche più sui problemi che ho che non sul pensare al gioco e a come battere il mio avversario”.