Tennis

Fognini: “Sinner e Alcaraz fenomenali”. Poi parla del ritiro di Djokovic e dei suoi rimpianti

Fabio Fognini protagonista assoluto del Festival dello Sport andato in scena a Trento
Fabio Fognini
Fabio Fognini (Getty Images)

Sempre un piacere ascoltare un grande esperto di tennis come Fabio Fognini che, a poco più di un anno dal ritiro (Wimbledon 2025), tocca tanti temi nell’ospitata al Festival dello Sport organizzato dalla Gazzetta dello Sport a Trento.

I complimenti di Fognini a Sinner e Alcaraz

Il marito di Flavia Pennetta spende parole bellissime per Jannik Sinner e Carlos Alcaraz: “Ci sono due fenomeni, Sinner e Alcaraz, poi gli altri, distanziati. Di Jannik ammiro la dedizione, di Carlitos il talento. Il tennista che si può avvicinare di più a loro è Musetti, che può crescere tantissimo. Il suo problema? Ha tanto talento, e ogni tanto questo talento gli gioca contro. Il servizio migliore ce l’ha Zverev. Il diritto? Alcaraz e Sinner, ma anche Berrettini quando sta bene è un portento. Le volée più belle sono quelle di Alcaraz e Dimitrov”.

La previsione di Fognini sul ritiro di Djokovic

Il sanremese crede che il momento del ritiro sia ormai dietro l’angolo per Novak Djokovic: “Nole è arrivato a un giro di boa importante, conoscendolo non vuole molllare, è alla ricerca di qualcosa che lo faccia competere, è un animale da competizione però penso che siamo molto vicini a salutare anche lui”.

Il rimpianto di Fognini

In ultimo, Fognini sottolinea come sia stato il carattere a impedirgli di centrare grandi risultati in carriera: “Ho fatto quello che ho fatto a modo mio. Rimpianti? Sì, certo, ce ne sono stati. A penalizzarmi è stato il carattere, lo sanno tutti e lo dico ora: avrei avuto bisogno di uno psicologo che mi aiutasse a gestire meglio certe situazioni. Il trionfo a Montecarlo 2019? Il mio torneo perfetto, cominciato male e finito in trionfo. Gli avversari? Nadal ti batteva ancora prima di scendere in campo, io ho avuto la fortuna di batterlo più volte e vale come una medaglia. Il ritiro? Negli ultimi cinque anni della mia carriera ho avuto tanti infortuni, sono sceso nel ranking, ci sono state tante cose negative. Ero molto combattuto. Dopo la sconfitta contro Alcaraz a Wimbledon mi sono preso una settimana, ero da solo a casa, ad Arma di Taggia. Ho pensato: questo è il momento giusto per smettere”.