Tennis

Giallo Panatta: “Non ho ancora ricevuto l’invito per Roma”. Poi evidenzia le differenze tra sé e Sinner

Mai banale Adriano Panatta ogni volta che rilascia una intervista
Adriano Panatta
Adriano Panatta (Getty Images)

L’edizione 2026 degli Internazionali d’Italia è in programma Roma dal 6 al 17 maggio, ma in una intervista a Repubblica Adriano Panatta rivela di non aver ancora ricevuto alcun invito da parte degli organizzatori: “Non ho ricevuto nessun invito per gli Internazionali d’Italia. Magari ci ripensano in queste due settimane che mancano, ma facciano come gli pare. Mi è invece arrivato quello di Parigi, come fanno sempre con i campioni del Roland Garros e i francesi della Coppa Davis”.

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Panatta si mette a confronto con Sinner

Il campione del Roland Garros 1976 non vede delle somiglianze tra lui e Jannik Sinner: “Non lo conosco bene, ma direi che non ci assomigliamo: né come giocatori né a livello di personalità. Lui fa una vita monacale, si sveglia e si addormenta pensando al tennis: anche Borg era così. Ciò che conta è che questa felicità duri a lungo: solo Jannik sa quanto potrà reggere in questo modo. Borg ha smesso a 26 anni? Però aveva cominciato a vincere già a 16 e a un certo punto ha esaurito la benzina del serbatoio che aveva in testa. Non sono invidioso né dei successi, già superiori ai miei, né dei guadagni di Sinner. Anzi, spero che vada ancora più lontano di Djokovic e che vinca Roma: sarebbe ora. A dir la verità non pensavo che sarebbe passato tutto questo tempo”.

Panatta non si sbilancia su chi sia il vero n. 1 tra Sinner e Alcaraz

In ultimo, un giudizio sulla rivalità tra l’altoatesino e Carlos Alcaraz: “Sono due numeri 1. Con la mentalità di Jannik e la varietà di colpi Carlos avremmo il tennista perfetto, ma meglio così. Per Sinner il tennis è la felicità, mentre Alcaraz, che ha due anni di meno, pensa anche agli amici e a divertirsi la sera. Il problema è che sono su un altro livello rispetto agli altri: a miei tempi, invece, tutti i top 10 avevano vinto uno Slam”.