Infortunio Sinner, parla l’ex medico della Juventus: ecco i tempi di recupero
L’ultima partita giocata da Jannik Sinner nel 2026 coinciderà con la finale vinta a Wimbledon con Alexander Zverev a causa dell’infortunio al ginocchio destro affiorato alla ripresa degli allenamenti a fine luglio.
Sinner, non solo i punti ATP persi: quantificati i mancati guadagni per lo stop fino al 2027
Per Sinner 12 settimane di stop
Intervistato da Sky Sport, l’ex medico della Juventus, Fabrizio Tencone, fa chiarezza sulle condizioni del 25enne di San Candido e sui tempi di recupero dall’ITBS, sindrome della bandelletta ileo-tibiale, un disturbo che interessa la parte esterna del ginocchio destro dell’azzurro: “La bandelletta ileo-tibiale è una sorta di tendine che comincia nella parte esterna dell’anca e scende lateralmente lungo la coscia fino ad attaccarsi nella parte esterna del ginocchio. Questa bandelletta tende a infiammarsi soprattutto negli atleti perché c’è un’altissima compressione causata dal movimento stesso. Qualunque terapia ha bisogno di tempo. Ogni patologia dei tendini ha bisogno, anche con la migliore delle cure, di almeno 12 settimane, ovvero tre mesi. Ma mai di riposo completo. Il riposo deve essere un riposo attivo. Ci sono terapie mediche, farmacologiche o infiltrative e terapie fisioterapiche, ma alla fine la medicina più potente è l’esercizio. Il rinforzo muscolare e la sollecitazione del tendine, se fatti nel modo giusto, hanno quasi un effetto riparativo”.
Il problema di Sinner è risolvibile
L’attuale direttore del centro Isokinetic di Torino sottolinea come il problema di Sinner sia assolutamente risolvibile: “Questa è una patologia completamente risolvibile. Non vedo compromissioni future. I tempi sono di 3-4 mesi. Il dolore passa molto prima, ma quando scompare inizia tutto quel percorso di ri-progressione dei carichi. È un rientro graduale. Bisogna comprendere come mai si è instaurata questa infiammazione e annullare i fattori di rischio, che possono essere una modalità di corsa, di atterraggio o di posizionamento del ginocchio o del bacino. Guarire e non togliere il fattore di rischio spesso ti fa ricadere nella stessa patologia”.