ATP Roma 2026, Panatta racconta Sinner dopo l’incontro alla premiazione: “Un esempio non solo per il tennis”. Il motivo
Intervenuto alla Nuova DS su Rai 2, Adriano Panatta svela quanto accaduto in una giornata dalle emozioni forti a Roma per il trionfo di Jannik Sinner, a distanza di 50 anni dal suo, parlando anche dell’incontro tra i due campionissimi andato in scena durante la premiazione del Masters 1000 capitolino.
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Panatta descrive Sinner
Ecco le parole del campione di Roma e Roland Garros nel 1976: “Eh, è stata una giornata bellissima, devo dire, perché anche col finale che tutti quanti aspettavamo la vittoria appunto di Jannik Sinner: è stata una giornata piena di emozioni. Logicamente tutti aspettavano la vittoria del nostro tennista, io per primo devo dire, perché avevo veramente tanta voglia di poterlo premiare. Ho avuto l’onore di essere accanto anche al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che è una persona molto carina e molto appassionata di tennis“.
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Il giudizio di Panatta sulla finale tra Sinner e Ruud
Panatta esprime, poi, la sua opinione su quanto accaduto nella finale vinta dall’altoatesino per 6-4 6-4 contro Casper Ruud: “Il match è stato abbastanza nella normalità per Sinner. Ruud è un giocatore molto tosto e solido, però arriva fino a un certo punto. Oggi, per fare un paragone calcistico e lo stavo dicendo anche ai miei amici in studio, lui è un mediano straordinario. Però alla fine chi fa i gol sono i centravanti, e oggi il centravanti è stato Sinner. Ha giocato un bel match solido, doveva portare a casa la vittoria e l’ha portata, per la gioia di 12.000 persone presenti al Foro Italico“.
Obiettivo Parigi per Sinner
In ultimo, impossibile non lanciarsi in una previsione sul Roland Garros in partenza domenica 24 maggio: “Allora, io devo dire tre cose su questo ragazzo. Perché al di là del fatto che tutti sappiamo che è un fuoriclasse, è un giocatore strabiliante per come interpreta questo tennis moderno, soprattutto vi dico che è una persona di grande sensibilità. Appena ha ricevuto la coppa dalle mani del Presidente, io ero accanto a Mattarella e ci siamo parlati. Gli ho detto: “Guarda, fra due settimane vengo a Parigi e vorrei darti anche la Coppa di Parigi”. Lui mi ha risposto con quell’aria da bravo ragazzo: “Magari, Adriano, sarà dura”. E io gli ho detto: “Guarda, fai quello che sai fare, la porti a casa e potrai mettere nel tuo palmarès anche la vittoria del Roland Garros”. Veramente lo spero con tutte le mie forze, perché se lo merita. È un esempio per tutti gli sport, non solo per il tennis: per come si comporta in campo e fuori dal campo“.
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