Internazionali BNL d'Italia

ATP Roma 2026, Volandri: “Sinner un esempio anche nella quotidianità”. Il motivo

Interessante intervista rilasciata dal capitano della Nazionale di Coppa Davis Filippo Volandri in cui parla di Jannik Sinner
Jannik Sinner
Jannik Sinner (Getty Images)

Primo capitano italiano a vincere tre edizioni della Coppa Davis, peraltro consecutive, Filippo Volandri concede una bella intervista alla Gazzetta dello Sport in cui si concentra su Jannik Sinner attualmente impegnato agli Internazionali d’Italia a Roma dove è a caccia del primo titolo al Foro Italico.

Sinner un esempio nella vita di tutti i giorni

Il livornese spende, ovviamente, parole al miele per il n. 1 della classifica ATP, rivelando anche particolari inediti: “Lo abbiamo visto anche in Davis, con Jannik si fanno i migliori allenamenti di sempre. Anche i giocatori che hanno un po’ meno continuità, con lui alzano il livello. È la qualità dei grandi campioni e lui si mette a disposizione. È una spinta, perché magari non arriverai al n.1, ma cerchi di avvicinarti. Jannik è di esempio soprattutto nella gestione della sua quotidianità. Sinner è sempre curioso? Lo è! Vuole sapere di tutto, anche del passato, di come era anche il tennis prima. Con lui devi avere tre nanosecondi per dare la risposta giusta, perché altrimenti perde attenzione, però dall’altra parte è quello che ti porta a studiare di più, a fare meglio, a essere più preparato”.

Il giudizio di Volandri sugli altri italiani

Volandri si focalizza, poi, sugli altri nostri connazionali che hanno ben figurato al Foro Italico: “Sono felice di aver ritrovato Matteo Arnaldi, che sta fisicamente meglio e può riprendere a lavorare e giocare con continuità. Poi Mattia Bellucci, che ha avuto la miglior stagione su terra di sempre, e Pellegrino che comunque arriva da un lungo percorso e a 29 anni, qua raggiunge il suo miglior risultato. Non è un caso, perché avere una squadra allargata, tra giocatori e tecnici, tutti qui in questi giorni romani, aiuta a crescere e confrontarsi. Pellegrino? Significa che se si lavora bene, ci si può riuscire. Ad Andrea, in tutte le sue componenti fisiche e tecniche, non è mai mancato niente. Però sappiamo bene che ci sono giocatori che maturano prima, altri dopo. Andrea è maturato un po’ più tardi”.