La previsione di Fognini su Cobolli: ecco dove può arrivare nella classifica ATP secondo Fabio
Interessante intervista rilasciata da Fabio Fognini al Corriere della Sera in cui parla del suo assistito di Flavio Cobolli dopo aver assistito sugli spalti alla finale del Roland Garros persa in cinque set con Alexander Zverev.
Il giudizio di Fognini sulla finale tra Cobolli e Zverev al Roland Garros
Ecco le parole del sanremese sulla sfida persa con il tedesco: “Nel primo set è successo quello che mi aspettavo: era molto teso, andava di fretta e ha commesso errori. Poi ci sono state occasioni ed errori da parte di entrambi. Quello che mi porto via è che il livello c’è. Nel quinto set, a mio avviso, è entrata in gioco soprattutto la componente mentale: dopo due settimane così intense iniziare a sentire il peso di tutto quello che hai vissuto. Però una cosa è certa: sulla terra battuta ha dimostrato il suo valore. È vero, il tabellone si è aperto e qualcuno dirà che è stato fortunato. Però quando hai l’occasione devi essere bravo a sfruttarla, e lui lo è stato. Cosa avrò modo di dirgli? Parleremo meglio in questi giorni, però la prima cosa che gli ho detto è stato ”bravo” e poi ”Mannaggia, se fossi rimasto attaccato all’inizio del quinto set…”. Deve guardare a tutte le cose positive fatte in queste due settimane. Quando l’ho incontrato la prima volta avevo 33 anni, arrivavo da problemi fisici, operazioni alla caviglia e tanti infortuni. Era il 2020 e mi allenavo spesso a Roma con Barazzutti. A Roma vedevo anche Flavio e Matteo Gigante. Un giorno dissi a Giuseppe: ‘Guarda che questi due ragazzi giocano bene’. Uno mi ricordava un po’ me stesso. Uno che in campo era cattivo agonisticamente, un cagnaccio che correva, lottava. Quello era Flavio. Per certi mi ci rivedo in lui. È uno duro, competitivo, ma ha anche un lato molto umano. È un bel ragazzo, ha un bel sorriso, sa stare con le persone. Forse è meno arrabbiato di quanto fossi io alla sua età, però ha tante caratteristiche che mi ricordano il Fabio giovane. Ed è anche per questo che vederlo su quel campo mi ha fatto davvero emozionare”.
Fognini parla del futuro di Cobolli
Inevitabile guardare avanti dopo lo splendido risultato di Parigi: “Adesso inizia la parte difficile. Da oggi ci saranno aspettative più alte e lui dovrà imparare a convivere con questa nuova dimensione. Deve fare tutto con calma. Pensare a sé stesso, alla programmazione, e deve avere il coraggio di puntare in alto. Perché quando arrivi lì, poi vuoi restarci. La difficoltà è proprio questa: improvvisamente tutti si aspettano qualcosa da te. E soprattutto inizi ad aspettarti qualcosa da te stesso. Invece non deve sentirsi obbligato a fare nulla. Deve continuare a lavorare e a lottare come ha sempre fatto. Io dò consigli solo se interpellato, non mi piace impormi. Però gli ho detto di iniziare a ragionare come un grande giocatore. Quando arrivi vicino ai primi dieci devi cambiare mentalità: non devi più pensare a giocare tutto, ma a scegliere i tornei che ti permettono di rendere al massimo. In questo momento Sinner e Alcaraz sono ancora un gradino sopra tutti. Però dietro di loro c’è spazio. Tra il quarto e il decimo posto del ranking c’è margine e Flavio può stare in quel gruppo”.