Tennis

Schiavone parla dell’amicizia tra la sua pupilla Tagger e Sinner: “Si allenano anche insieme”. Poi svela la chiave del periodo d’oro dell’Italtennis

Bella intervista rilasciata da Francesca Schiavone dopo il trionfo della sua assistita Lilli Tagger a Praga
Francesca Schiavone (Getty Images)

Il primo titolo WTA vinto in carriera dalla 18enne Lilli Tagger a Praga riempie, ovviamente, di gioia la sua allenatrice Francesca Schiavone che rilascia una intervista ricca di spunti d’interesse a diretta.it in cui parla del suo rapporto con la giovane austriaca, amica di Jannik Sinner.

Schiavone sentiva che sarebbe diventata un’allenatrice

Capace di trionfare al Roland Garros nel 2010, l’azzurra era convinta che avrebbe rivestito il ruolo di coach al termine della carriera da giocatrice: “Ruolo di coach? Lo sentivo. Già prima di smettere di giocare, percepivo di essere pronta a trasmettere la mia esperienza. Costruire un’accademia, insegnare ai bambini come entrare in sintonia con il tennis e come esprimersi attraverso questo sport”.

Schiavone parla del rapporto tra Tagger e Sinner

La 46enne milanese è molto felice della crescita della sua pupilla che ha un bel rapporto di amicizia con Sinner: “Ha una personalità enorme. Considerando quanto fosse giovane quando ha deciso di lasciare casa e inseguire con determinazione il suo sogno, si è conquistata tutto da sola. È una grande lavoratrice. Ama il suo lavoro, ascolta e comprende le dinamiche. Sinner? Sì, si conoscono, sono amici. A volte si allenano anche insieme. Per lei è una grande opportunità e ha molta fortuna a poter trascorrere del tempo con lui e parlare. Ma la vera spinta viene da lei stessa”.

Il punto di vista di Schiavone sul periodo d’oro dell’Italtennis

In ultimo, l’ex n. 4 della classifica WTA si sofferma sul momento clamoroso vissuto dall’Italia del tennis: “Quando hai un numero uno al mondo, trascina tutti con sé. Ogni giovane giocatore improvvisamente si chiede: ‘Perché non io?’. In Italia abbiamo poi una grande opportunità: giocare tanti tornei in casa, già dalle categorie giovanili. Grazie ai tornei nazionali non bisogna spendere troppo per viaggiare e i giovani hanno la possibilità di intraprendere la strada giusta, anche senza risorse economiche illimitate”.