Tennis

La riflessione di Gaudenzi: “Djokovic, Federer e Sinner difficili da riprodurre”. La differenza rispetto a Cobolli e Musetti

Interessante punto di vista quello del presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi sul periodo d’oro del tennis italiano
Andrea Gaudenzi
Il presidente dell'ATP Andrea Gaudenzi (Getty Images)

A capo dell’ATP c’è un italiano, Andrea Gaudenzi, come in testa alla classifica mondiale con Jannik Sinner e il faentino rilascia una interessante intervista al quotidiano Corriere Romagna in cui esprime apprezzamento per i successi dell’Italtennis.

La gioia di Gaudenzi per le vittorie italiane nel tennis

Ecco le parole dell’ex tennista azzurro: “Ho un ruolo super partes, è vero, ma mi fa comunque molto piacere vedere il tennis italiano a questo livelli, e poi questo movimento straordinario genera interesse nei confronti del circuito ATP, a cominciare dalle Nitto ATP Finals che si terranno fino al 2027 a Torino. Vedere Jannik Sinner vincere a Wimbledon giova all’evento, per il quale è già qualificato. È un gran momento per il tennis italiano e di questo, da italiano, ne sono particolarmente fiero. Come agire per non disperdere tutto questo successo? Non è facile, se si guarda a Paesi come gli Stati Uniti e la Svezia che hanno avuto grandi campioni ed ora si sono un po’ persi, sicuramente è una vicenda abbastanza ciclica, ci sono dei cicli che vanno su e giù. L’unica nazione molto stabile è la Spagna che è sempre rimasta all’apice”.

Le differenze tra Djokovic/Federer/Sinner e Cobolli/Musetti

Il romagnolo fa, poi, una riflessione sulla differenza tra trovare un campionissimo e un top 10: “Per il movimento italiano si tratta ora di lavorare bene con i giovani ed approfittare dell’effetto Sinner. Lavorare con i giovani vuol dire allargare la base, la Federazione ha fatto un ottimo lavoro, Sinner è un campione, non è facile riprodurlo, ma lavorare sulla base vuol dire riuscire a portare otto-dieci giocatori di ottimo livello, da lì possono spuntare giocatori del valore di Flavio Cobolli e Lorenzo Musetti, più difficile puntare ad ottenere i campionissimi come Novak Djokovic e Roger Federer, loro sono il frutto di combinazioni del tutto impossibili da prevedere”.