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Papà Stefano Cobolli carica Flavio prima dell’esordio con Tiafoe a Halle: “Obiettivo ATP Finals di Torino”. I dettagli

Stefano Cobolli sente che il figlio Flavio può qualificarsi per le ATP Finals di Torino in questa stagione
Stefano Cobolli
Stefano Cobolli (Getty Images)

Dopo la finale raggiunta nell’edizione 2026 del Roland Garros, Flavio Cobolli tornerà in campo all’ATP 500 di Halle dove sfiderà Frances Tiafoe lunedì 15 giugno alle ore 16:00 con il papà Stefano che rilascia una interessante intervista alla Gazzetta dello Sport in cui parla dell’obiettivo del n. 10 della classifica ATP per la seconda metà della stagione.

Per Stefano Cobolli le ATP Finals di Torino sono alla portata di Flavio

Attualmente quarto nella classifica Race per Torino, che tiene conto dei punti conquistati nel 2026, Flavio è in piena corsa per le ATP Finals di fine anno come sottolineato dal papà: “Obiettivo ATP Finals? Noi abbiamo sempre fatto così: quando c’è qualcosa di difficile ma raggiungibile ce lo poniamo come obiettivo. Ce lo siamo detti e oggi siamo messi bene, siamo numero quattro nella Race. Dobbiamo crederci ancora di più. È ancora lunga, e serviranno ancora tanti risultati, ma è un traguardo che si può raggiungere. Flavio è sempre stato molto bravo nei cambi di superficie e ha bisogno di pochi giorni per trovare il modo di giocare. Bisogna soltanto fare attenzione ai carichi di lavoro e agli allenamenti, perché arriviamo da due settimane molto impegnative. È riuscito a staccare? Due o tre giorni sì. Però era giusto giocare Halle, altrimenti sarebbe arrivato a Wimbledon senza partite sull’erba. Oggi non è ancora pronto per essere competitivo senza passare dai match di preparazione. Magari il prossimo anno, se dovesse andare ancora bene a Parigi, potrà prendersi più tempo per riposare e allenarsi direttamente sull’erba“.

Il commento di Stefano al messaggio di Gugliemo per Flavio

In ultimo, un pensiero sul messaggio che il secondogenito di Stefano, Gugliemo, ha dedicato a suo fratello Flavio: “Guglielmo è sensibile come Flavio. È stato molto bravo ad accettare il nostro rapporto, perché alla fine, negli anni, siamo stati molto spesso io e Flavio in giro per il mondo. Ho sempre cercato di coinvolgerlo quando possibile, portandolo ai tornei e facendolo stare con noi. Credo che abbiamo trovato un buon equilibrio”.