Parpiglia lancia l’allarme su Sinner dopo il forfait agli US Open 2026: “Infortunio più grave di quanto raccontato”
L’Italia tennistica è ancora sotto shock dopo il forfait di Jannik Sinner agli US Open 2026 a causa di un infortunio al ginocchio destro con il giornalista Gabriele Parpiglia che ne parla in una intervista rilasciata a “Il Dolomiti”.
Parpiglia convinto della gravità dell’infortunio di Sinner
Ecco le parole di Parpiglia sulla situazione del ginocchio destro del n. 1 della classifica ATP: “Siamo rimasti in pochi a voler dire la verità per quella che è. Ma io non sono un giornalista che passa veline, non sono un passacarte, io sono un giornalista che dice la verità. Non sono amico di nessuno, non lavoro per nessuno se non per me stesso. Non faccio parte del sistema, della casta. E questo “non va bene”. Io sono stato il primo a sapere che Jannik Sinner era a Milano per una visita e che quella visita non era di routine. E sono stato il primo a dirlo chiaramente. E sapevo anche che dirlo era un problema. Perché Jannik, volente o nolente, è diventato una multinazionale. E le multinazionali spostano un sacco di soldi. Il problema non è cos’ha esattamente Jannik. Il problema è dire che ha un problema. Ed è dire che questo problema lo terrà lontano dal campo per un po’. Non sono un medico. non posso dire o sapere quanto starà fuori. Ma non è un infortunio da niente. Il suo fisiatra è rientrato dalle ferie apposta per vederlo, non c’era niente di preventivato, come invece hanno raccontato tutti. Io l’ho saputo perché sono stato fortunato ad essere nel posto giusto e ad avere le giuste fonti, e l’ho raccontato e per questo sono stato massacrato. Dalle shitstorm di chi mi accusava e mi accusa di essere un detrattore, alle minacce di chi è dentro al sistema. Ma io non sono un giornalista che passa veline. Io faccio questo mestiere perché voglio raccontare la verità. E la verità è che Jannik Sinner starà fuori dal campo più di quanto non sia stato detto. Dicevo la verità a inizio agosto e la sto dicendo ora dopo l’annuncio ufficiale. Sapevo da due settimane che agli US Open non avrebbe giocato. Non l’ho scritto perché avevo paura, dopo quello che è successo a inizio mese. Anche quando ho parlato di quella prima visita ho avuto timore, ma era la verità e ne ho parlato. Sapevo che se Jannik Sinner non gioca è un problema. Perché se quel ragazzo salta delle partite per questioni fisiche, un intero sistema ne risente. E se io giornalista dico la verità, ovvero che l’infortunio è più grave di come è stato descritto, vengo minacciato. Delle shitstorm non mi interessa, degli insulti dei leoni da tastiera nemmeno. Le minacce, quelle sì, quelle mi preoccupano moltissimo. Per la prima volta mi sono seriamente preoccupato. E sono ancora seriamente preoccupato. Jannik non è ‘solo’ un tennista, è un campione. È colui che ha fatto tornare i bambini a giocare a tennis, che ha fatto sì che il mondo intero puntasse i riflettori su questo sport in un certo modo. E attenzione, lo ripeto, non me la sto prendendo con lui, non sto puntando assolutamente il dito contro di lui, come molti hanno detto. Semplicemente io non sono amico di nessuno, non ho interessi nei confronti di nessuno. Non faccio parte della gigantesca casta che protegge il sistema. Non lui, ma il sistema. Quello che grazie a lui guadagna un sacco di soldi”.
Sinner, il programma dopo la rinuncia agli US Open 2026: cos’ha davvero?
L’annuncio di Sinner che ufficializza il ritiro dagli US Open 2026
Ecco, invece, le parole del 25enne di San Candido con cui ha ufficializzato il forfait agli US Open 2026: “Nonostante abbia lavorato duramente insieme al mio team e al mio staff medico, siamo arrivati alla difficile decisione che quest’anno non potrò partecipare agli US Open. Negli ultimi giorni siamo tornati ad allenarci sul campo a Monte Carlo e ci siamo resi conto che ho ancora bisogno di più tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro. Sono ovviamente molto triste e deluso, perché New York occupa un posto speciale nel mio cuore. Non vedevo davvero l’ora di tornare e di giocare davanti agli splendidi tifosi di New York, in quell’atmosfera elettrizzante“.