Piatti rivela il momento della svolta per Sinner: “Una bolla con Nadal durante il COVID”. I dettagli
Intervista esclusiva rilasciata da Riccardo Piatti a Eurosport in cui l’allenatore di Jannik Sinner da quando aveva 13 anni fino al febbraio 2022 parla di un episodio determinante per la crescita del nativo di San Candido, fresco vincitore del Masters 1000 di Roma nella giornata di domenica 17 maggio 2026.
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Piatti racconta la “bolla” di Sinner con Nadal durante il COVID
Molto interessanti le parole del popolare coach riguardanti una bolla creata durante la pandemia che ha coinvolto l’azzurro e Rafa Nadal: “Parliamo di un brutto periodo, c’era il COVID. Certo, è stato tremendo. Noi vivevamo a Montecarlo. Avevo preso il preparatore fisico che viveva da Jannik, due volte al giorno faceva preparazione. Poi andavamo a Bordighera e lì o con mio figlio o con Bolelli palleggiava. Desolazione assoluta. Poi si crea l’occasione. Avevo lavorato con Moya per Raonic. E allora, sapendo che eravamo amici, Carlos l’ha tirato dentro in questo team e noi siamo partiti all’improvviso. Da Barcellona siamo andati a Doha e da Doha siamo andati diretti ad Adelaide. Abbiamo vissuto a stretto contatto col team di Rafa: vivevamo su un solo piano con 10 camere. Potevamo uscire solo in una determinata ora e loro per 14 giorni hanno giocato insieme. Il driver era Benito Barbadillio, il suo manager. C’era una bellissima atmosfera. Ogni team aveva la sua camera: io, Claudio Zimaglia e Jannik, invece Rafa stava con Francisco Roig. Il primo giorno arriviamo al campo e dico a Jannik: “Devi giocare 14 giorni con Rafael Nadal”. L’idea era di uscire vivo l’ultimo giorno. “Non star lì a spingere. Anzi, cerca di non sbagliare, ma mettiti dietro i suoi colpi. Rilassati, non star lì a volergli passare sopra. Gli ultimi giorni potrai montare sopra con i colpi, ma i primi giorni accetta che se devi fare partita perdi, però non sprecare tutte le energie perché 14 giorni sono lunghi”. Bene, tre ore di allenamento. Dopo mezz’ora Rafa scappa in bagno. Sta male. Quindi noi diciamo: “Beh, finito l’allenamento”. No. Rafa ogni volta andava in bagno e poi tornava, andava in bagno e tornava e le tre ore sono passate così. Lì abbiamo capito anche tante cose di Rafa, che anche se ci sono avversità la priorità è allenarsi. Gli ultimi giorni facevano tante partite e Jannik cominciava a salire e a vincere set con Rafa e secondo me fu un grande periodo. Il fisioterapista di Nadal mi disse: “Questo ragazzo qua a fine anno sarà nei primi 10”. Io gli dico ”Bene, se finisce nei primi 10 offro a tutti voi il prossimo anno a Melbourne una cena”. Perfetto. Jannik diventò 9 del mondo e l’anno dopo agli Australian Open io felicemente pagai la cena a tutti. A Rafa, Carlos, Jannik perché avevamo raggiunto questa bellissimo traguardo”.
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Il riconoscimento di Sinner per il lavoro di Piatti
Inevitabile riflettere poi su quando Sinner durante il Roland Garros 2025 fece un grande complimento a Piatti, sottolineando che era anche merito suo il giocatore che è poi diventato: “Lui ha avuto tante persone che l’hanno aiutato nella crescita. Io sono quella persona in cui credeva in quel periodo perché avevo una tipologia di esperienza, avevo già visto tante cose, potevo incuriosirlo nel suo percorso. Sapeva che io potevo essere positivo per lui. Questa sua bella risposta sicuramente ha questo significato. La sua priorità era la mia conoscenza e lui cercava di prendere quello che io potevo dare in quel periodo. Ci sono state anche altre persone che l’hanno aiutato a essere quel giocatore che è adesso”.