Roddick spiega come sta cambiando il tennis: Sinner il modello, Alcaraz l’eccezione. I dettagli
Il podcast di Andy Roddick, denominato “Served with Andy”, offre sempre spunti interessanti e anche l’ultima puntata non fa eccezione con il nativo del Nebraska che parla di come stia cambiando il tennis nella generazione in cui svettano Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
Per Roddick si sta andando verso tennisti forti, alti e potenti
Ecco le parole del nativo di Nebraska: “Il tennis moderno si sta orientando sempre di più verso atleti più alti, forti e potenti. Come lo è Jannik Sinner, come lo è Alexander Zverev come lo è Daniil Medvedev. E Alcaraz? Per la cronaca, Carlos è accreditato di un’altezza di 1,83. È il giocatore più veloce che abbia mai visto. È semplicemente incredibile. Se parliamo della statura ideale, si va solo verso giocatori sempre più alti. L’ultimo campione del Grande Slam sotto i sei piedi (1,83 metri) risale a 22 anni fa: Gaston Gaudio. Non credo che il tennis sia immune alla regola del ‘più grande, più forte, più veloce’. È quello che sta accadendo nella maggior parte degli sport“.
L’importanza della mobilità secondo Roddick
In ogni caso, per l’americano la qualità non negoziabile è la mobilità: “La cosa davvero non negoziabile a livello professionistico è il movimento. Non puoi più permetterti di essere molto lento. Le superfici non ti aiutano abbastanza. Per questo motivo, chi non possiede il fisico dei grandi atleti deve compensare con qualità tecniche fuori dal comune. Le eccezioni sono quei giocatori che appartengono all’élite assoluta per talento con la racchetta. Federer era alto circa 1,85-1,88. Penso che ci sia ancora spazio per questi talenti generazionali, ma devono essere perfetti: rapidissimi negli spostamenti e con qualità tecniche straordinarie“.