Roland Garros 2026, Andreeva spiega il cambio di mentalità: “Mi fido completamente di Conchita Martinez”
Dopo due sconfitte nel 2026 con Marta Kostyuk a Brisbane e Madrid, Mirra Andreeva si prende la sua rivincita nella semifinale del Roland Garros, vinta nettamente per 6-1 6-3.
Andreeva maturata
In conferenza stampa, la 19enne russa parla di come sia migliorata nell’ultimo periodo dal punto di vista caratteriale grazie anche all’esperienza della sua allenatrice Conchita Martinez: “Prima ero molto più nervosa. Quando perdevo il servizio pensavo subito: ‘Oh mio Dio, è la fine del mondo’. Tutta la mia attenzione era concentrata sul non farmi strappare la battuta. Adesso invece penso che, se la mia avversaria mi brekka, posso sempre provare a recuperare il break. Cerco di concentrarmi sulla soluzione e non sul problema. Penso anche che le mie avversarie possano diventare nervose quando servono. Cerco di ricordarmi che anche loro hanno pressione e difficoltà. Conchita mi ha trasmesso tantissima esperienza e mi ha dato molti consigli. In alcuni momenti della mia carriera la ascoltavo, ma allo stesso tempo continuavo a fare le cose a modo mio e probabilmente per questo non sempre funzionava. Ora invece mi fido completamente del mio team e soprattutto sono pronta a lavorare su quello che mi chiedono di fare”.
Andreeva presenta la finale con Chwalinska
Inevitabile parlare della sfida per il titolo con la sorprendente qualificata Maja Chwalinska in programma sabato 6 giugno: “Non l’ho mai affrontata. Sta giocando in maniera incredibile da settimane, considerando anche il percorso iniziato dalle qualificazioni. Non conosco bene il suo gioco, quindi sarà sicuramente una partita da studiare e preparare con attenzione. on pensavo davvero che un giorno avrei giocato una finale Slam o vinto grandi tornei. Erano semplicemente sogni. Vincere uno Slam e diventare numero uno del mondo sono sempre stati i miei obiettivi più grandi. Se qualcuno mi avesse detto poche settimane fa che sarei arrivata in finale al Roland Garros probabilmente non ci avrei creduto. Adesso invece sono qui e sono davvero felice di vivere tutto questo”.