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Roland Garros 2026, Stefano Cobolli sul figlio Flavio: “Sono più orgoglioso come padre che allenatore”

Interessante intervista rilasciata da Stefano Cobolli in cui parla del figlio Flavio a caccia della prima semifinale Slam al Roland Garros
Stefano Cobolli
Stefano Cobolli (Getty Images)

Il match più importante della carriera di Flavio Cobolli andrà in scena mercoledì 3 giugno alle ore 14:00 contro Félix Auger-Aliassime al Roland Garros 2026: in caso di vittoria, l’azzurro si qualificherebbe per la prima volta per le semifinali di un torneo dello Slam.

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Papà Stefano Cobolli parla del figlio Flavio

A sostenere Flavio nel doppio ruolo di papà e allenatore c’è Stefano che, in zona mista, rilascia una bella intervista riportata da Spazio Tennis in cui parla dei progressi del figlio all’interno del rettangolo di gioco e della splendida persona che è fuori: “Mentalmente è diventato più maturo, sicuramente con una maggiore disponibilità a lavorare per migliorare. Ma credo che i progressi più importanti siano stati tecnici. È cresciuto in tutte le lacune che aveva e per me ha ancora tanti margini. Dal servizio ai colpi di taglio, dal gioco a rete alla risposta. Erano tutte cose in cui era un po’ indietro e compensava con altre caratteristiche. Però per stare nei primi 20 bisogna allinearsi al livello tecnico degli altri, non si può reggere soltanto con la grinta. Sono orgoglioso di come si pone con gli altri, perché dimostra che dietro c’è stata una famiglia, dai nonni fino ai genitori. Da allenatore, invece, non sono ancora appagato: ci sono ancora tanti miglioramenti da fare”.

L’esperienza di Roma

Stefano descrive, poi, quanto accaduto al Masters 1000 di Roma dove è rimasto soddisfatto dell’atteggiamento del figlio nonostante il k.o. al 3° turno con Thiago Tirante: “A Roma c’erano aspettative importanti e ha probabilmente subito un po’ la pressione di dover fare bene. Io però ero contento di come aveva lavorato. Anche se ha perso da Tirante, io guardo la concentrazione, come dorme, come si allena, come mangia. È stata una sconfitta di campo e ci sta. Imparerà da questa esperienza e la prossima volta farà meglio. L’importante è il lavoro precedente e a Roma quello mi era piaciuto”.