Roland Garros 2026, Tsitsipas prima della sfida con Arnaldi: “Il caldo avvantaggia il mio tennis”. Il motivo
Tutto facile per Stefanos Tsitsipas al 1° turno del Roland Garros 2026 in cui beneficia del ritiro di Alexandre Muller sul punteggio di 6-2 3-0 in favore del greco, prossimo avversario di Matteo Arnaldi nella giornata di giovedì 28 maggio.
Tsitsipas apprezza il caldo di Parigi
In conferenza stampa, l’ex fidanzato di Paula Badosa non sembra spaventato dal grande caldo che ha colpito Parigi e spiega perché il suo gioco ne è avvantaggiato: “Non so come questo influisca sugli altri, ma io lo tollero piuttosto bene. Non ricordo di aver avuto problemi giocando sotto il caldo. Al contrario, ho sempre trovato che si adattasse bene al mio gioco. Sotto il caldo, la palla prende più effetto, il che mi permette anche di guadagnare un po’ di potenza nei miei colpi. Non mi dà fastidio, specialmente sulla terra battuta. Considero anzi che sia una sfida in più, e sono mentalmente pronto ad affrontarla ogni volta. Sono un giocatore che ama giocare con molto effetto sulla terra. Cerco di usare il mio topspin nel modo più efficace possibile, e il caldo mi dà un piccolo vantaggio in più. Mi permette di avere una palla più pesante, più viva, e sento che le mie qualità sono rafforzate in queste condizioni”..
Tsitsipas parla della differenza tra il Philippe-Chatrier e i campi secondari
Finalista nel 2021, Tsitsipas è un grande esperto dei campi francesi: “Adoro giocare su campi come il Chatrier. Ho ricordi molto belli qui, ho vinto molte volte. Penso che sia del tutto normale che quando non si è molto in alto in classifica, ci si trovi su campi più piccoli, a cui si è meno abituati. L’anno scorso, non ricordo esattamente, era forse il campo 7 o 8. Non sapevo nemmeno bene dove mi trovassi. Ma fa parte della classifica. Sta a me vincere e performare bene nei tornei per poter giocare sui migliori campi del mondo. Se non ottengo questi risultati, la mia classifica scende e devo ricominciare da capo prima di risalire. I campi centrali offrono più spazio, specialmente in risposta. Si ha quasi l’impressione che il campo sia più grande, anche se non lo è. Dà semplicemente la sensazione che ci siano più zone di gioco quando la superficie è così ampia. Quello che ho notato è che sui campi più piccoli si tende ad avvicinarsi alla linea di fondo. Il servizio diventa allora più dipendente dalla precisione, perché tutto sembra più compatto. Questo crea un’impressione diversa e una specie di illusione ottica quando si gioca”.