Sinner aspetta Alcaraz: “Ho bisogno di vederlo in tabellone”. Poi parla del rapporto con i social
In attesa di scendere in campo venerdì 24 aprile al Masters 1000 di Madrid, dove troverà Benjamin Bonzi all’esordio, Jannik Sinner parla con i giornalisti di El Mundo, dando vita a una intervista dai contenuti inediti.
Sinner ha bisogno della rivalità con Alcaraz
Di particolare impatto il rapporto con Carlos Alcaraz di cui sente la mancanza a causa dell’infortunio al polso che sta bloccando l’iberico: “Il tennis ha bisogno di Carlos, e anch’io ho bisogno di vederlo in tabellone. Questa è la verità. È un po’ diverso quando non c’è. Vederlo infortunato non è quello che voglio, e spero che torni il prima possibile. Spero soprattutto sia al Roland Garros. Ma il tennis è questo, a volte capiterà che io salterò qualche torneo, e a volte lui ne salterà qualcuno. L’auspicio è che le nostre carriere possano essere molto lunghe. Ai Laureus Awards abbiamo parlato del suo infortunio? No è una cosa estremamente privata. Potevamo tutti vedere che indossava un tutore. Non parliamo di tutto. È normale. Non parliamo di cose personali. Parliamo di argomenti generali, ed è sempre bello passare del tempo con Carlos. È una persona molto gentile, lo è sempre stato. Ma ci sono alcune cose che entrambi preferiamo tenere per noi. Come tennista, cerchi sempre di migliorare e puoi sempre imparare cose nuove. Lo fanno tutti, non solo io. Anche chi si trova in fondo alla classifica può giocare molto bene, e ogni dettaglio può fare la differenza. Ad esempio, negli ultimi mesi ho lavorato molto sul mio servizio, mi sono concentrato su quello e continuo a farlo. L’evoluzione deve essere continua, non c’è un traguardo finale. Come riesco a non farmi mai sopraffare dalla frustrazione anche dopo batoste come la sconfitta al 5° set con Alcaraz al Roland Garros 2025? La sconfitta è sempre un’opportunità per vincere. È chiaro che non posso pensare sempre in modo positivo ed essere felice. Mentirei se dicessi che è così, ma la cosa più importante nello sport è capire cosa ti è successo e andare avanti, questo è l’aspetto fondamentale. Hai portato a casa molto se riesci a dimenticare velocemente i pensieri negativi. Se non hai problemi fuori dal campo e se ti senti bene è un po’ più facile ribaltare le sconfitte e ripartire”.
Il rapporto di Sinner con i social, le auto e gli sci
Spazio, poi, ad argomenti extra tennistici: “La scelta di aprire il vlog Youtube da dove nasce? Non appartengo alla generazione di TikTok. Se ho bisogno di distrarmi durante un torneo, chiamo un amico, gioco alla PlayStation o guardo semplicemente YouTube per un po’. Mi piace guardare video lunghi in cui si trattano diversi argomenti, divulgazione scientifica, geopolitica e anche cose più profonde. Il mondo sta cambiando molto ed è importante essere informati su tutto. Guardo spesso anche interviste o vlog di altri atleti e credo sia bello condividere anche le mie esperienze. Ogni settimana vivo esperienze diverse, ambienti diversi, persone diverse. Andiamo nelle stesse città ogni anno, ma è bello conoscerle meglio ogni volta che torniamo, scoprire nuovi posti, esplorare meglio il territorio. La parte più brutta dei tornei? Fare interviste è difficile, non posso negarlo. Non è tanto parlare coi giornalisti ma il rispondere spesso sempre alle stesse domande che talvolta può sopraffare, ma capisco che fa parte del mio lavoro. Quando non mi alleno mi piace passare del tempo con i miei amici e quando ho qualche ora libera, guidare. Dopo l’allenamento, a volte salgo in macchina e giro per le strade di Montecarlo. Senza una meta precisa, per puro piacere. Se avessi più tempo, mi piacerebbe anche andare in pista e allenarmi alla guida. Sono anche un grande appassionato di Formula 1, ovviamente; mi piace molto guardarla, soprattutto ora che c’è Kimi Antonelli. Se mi manca sciare? Mi manca tantissimo. Da bambino, lo sci era una parte importante di me e vorrei poter sciare di più. Quando vado a trovare i miei genitori d’inverno, continuo a sciare, senza pensare agli infortuni, perché ne ho bisogno. Mi dà tranquillità. Non riesco a resistere, anche se ci sono dei rischi. Sciare fa parte della mia idea di godersi la vita”.