Alcaraz non si pente dell’addio a Ferrero: “Con lui la pressione e il nervosismo prendevano il sopravvento”
Non sembra esserci spazio per un ripensamento nella testa di Carlos Alcaraz riguardo al rapporto con l’ex allenatore Juan Carlos Ferrero nonostante il periodo complicato vissuto dal sette volte campione Slam, attualmente fermo per l’infortunio al polso rimediato a Barcellona.
Alcaraz spiega i cambiamenti dopo l’addio a Ferrero
Nel podcast del Masters 1000 di Madrid, il 22enne murciano parla di ciò che è cambiato all’interno del team dopo l’uscita del valenciano: “Ora, più o meno, ho voce in capitolo. Posso esprimere la mia opinione, posso prendere decisioni, posso comunicare di cosa ho bisogno, quando devo fermarmi e quando devo allenarmi. Ho avuto molti alti e bassi in cui abbiamo dovuto imparare molto. Prima, la pressione e il nervosismo prendevano il sopravvento. Ora li affronto in modo molto più naturale, con molta più calma, divertendomi in campo”.
Il rapporto di Alcaraz con Murcia e il golf
Spazio, poi, ad argomenti più leggeri come la sua città natale e la passione per il golf: “Quando torno a Murcia, è come se tornassi ad essere il ragazzino che ero. In un certo senso, dimentico di essere un tennista e torno la persona che sono sempre stato. Fare le cose più semplici del mondo con i miei amici è ciò che mi rilassa e mi riporta con i piedi per terra. Il golf? Mi sono prefissato un obiettivo personale per la fine dell’anno, ovvero cercare di raggiungere un handicap di 5 nel golf; al momento sono intorno a 12. Se ci riuscirò potrò provare a battere anche Andy Murray, se lo incontrassi ora mi annienterebbe ma se arrivassi a un handicap 5 potrei batterlo”.