Il connazionale di Kyrgios denuncia la disparità di trattamento: “Io squalificato per due anni per cocaina”
Nick Kyrgios è libero di tornare a giocare a tennis dopo che le autorità anti-doping hanno stabilito che l’assunzione di cocaina, per cui è risultato positivo all’ATP 250 di Maiorca nel mese di giugno, è avvenuta al di fuori delle competizioni, sospendendolo quindi per un solo mese.
Kyrgios libero di giocare dal 4 settembre 2026
Il finalista di Wimbledon 2022 ha, così, la possibilità di tornare alle competizioni a partire dal 4 settembre, ma un suo connazionale non è stato altrettanto fortunato: si tratta di Omar Jasika che, nel 2018, è stato squalificato per ben due anni per un caso simile.
Jasika contesta la disparità di trattamento rispetto a Kyrgios
Ecco le sue parole su Instagram: “Innanzitutto, questo non è un attacco a Nick. È un mio amico e gli sono sinceramente vicino in questo momento. Sono contento che gli sia stata data la possibilità di intraprendere un programma di trattamento, prendersi cura di sé e andare avanti con la sua vita e la sua carriera. Ma leggere le notizie di oggi ha fatto riaffiorare molte cose dentro di me. Nel 2018 sono stato squalificato per due anni dopo essere risultato positivo alla stessa sostanza. Mi sono assunto la responsabilità delle mie azioni e ho scontato fino all’ultimo giorno della sospensione. Poiché la pandemia di Covid è iniziata poco dopo che avrei potuto tornare a gareggiare, di fatto ho perso quasi quattro anni della mia carriera, in alcuni degli anni più importanti della mia vita. Oggi le regole sono cambiate. Un giocatore che si trova in una situazione simile può ricevere una squalifica di un mese aderendo a un programma di trattamento approvato. Ho commesso un errore e meritavo delle conseguenze, ma perdere due anni della mia carriera è stato incredibilmente difficile. All’epoca non mi fu offerto alcun trattamento né un percorso chiaro per tornare. Fui semplicemente estromesso dallo sport e lasciato ad affrontare da solo tutto ciò che ne derivava. Sono contento che il sistema sia cambiato e che ora punti maggiormente ad aiutare i giocatori, ma è difficile non chiedermi come sarebbero state la mia vita e la mia carriera se avessi avuto a disposizione le stesse opportunità. Non è una presa di posizione contro Nick. Mi sto chiedendo se la sanzione che mi è stata inflitta sia stata equa e se chi ha subito le conseguenze delle vecchie regole non meriti che il proprio caso venga riesaminato”.