Panatta a sorpresa sul ritiro imminente di Djokovic, poi la previsione sugli US Open 2026
Termina, già, al 1° turno l’avventura di Novak Djokovic agli US Open 2026 dove un nuovo malore lo porta ad arrendersi con Mariano Navone per 7-6 (7-5) 5-7 4-6 6-2 6-1: non accadeva da 20 anni abbondanti che l’ex n. 1 del mondo uscisse all’esordio in un torneo dello Slam (Australian Open 2006).
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Panatta rincuora Djokovic
Intervenuto alla Domenica Sportiva, Adriano Panatta non crede, però, che Nole debba ritirarsi visti i risultati ottenuti quest’anno nei tornei dello Slam: “È un problema suo, deve decidere lui. Ha fatto semifinale negli Slam quest’anno in Australia, dove è arrivato in finale e Wimbledon: se uno dovesse smettere quando ottiene ancora risultati del genere, allora dovrebbe ritirarsi l’80% dei giocatori. Io ho smesso quando cominciavo a perdere al secondo o al terzo turno. Lui perché dovrebbe farlo? È sempre lì, io lo chiamo “il crotalo”: è pronto a colpirti. Sinner? McEnroe ha fatto smettere Borg, Becker ha fatto smettere McEnroe. Io dissi già due o tre anni fa che avrebbe fatto smettere Djokovic, ma lui ancora non smette”.
La previsione di Panatta sugli US Open 2026
Il campione di Roma e Parigi nel 1976 si sbilancia, poi, su quello che accadrà nell’ultimo Slam della stagione: “Agli Us Open si potrà vedere anche un vincitore a sorpresa, ci sono tanti tennisti al momento in forma e che stanno facendo bene. Alcaraz per me è il più forte e credo che vincerà lui. Ha voluto giocare questo torneo perché non ne poteva più, questa è la verità. Cobolli? La finale di Parigi dimostra che è un giocatore che sta sempre lì. Sinceramente, mi piacerebbe vedere una semifinale tra Zverev e Cobolli”.