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US Open 2026, Navone in versione Gastone: “Djokovic è il GOAT e io l’ho battuto”

Clamoroso colpo di fortuna per Mariano Navone agli US Open 2026 dove conquista la vittoria più importante della sua carriera
Mariano Navone (Getty Images)

Senza nulla togliere a Mariano Navone, ma il sorprendente successo al 1° turno degli US Open 2026 arriva soltanto per il serio problema di salute accusato da Novak Djokovic che, in vantaggio per due set a uno e un break nel quarto parziale, crolla di schianto, cedendo con il punteggio di 7-6 (7-5) 5-7 4-6 6-2 6-1.

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Navone commenta la vittoria con Djokovic agli US Open 2026

Ecco le parole del n. 49 della classifica ATP in conferenza stampa: “Non avevo mai giocato sul’Arthur Ashe prima d’ora e non avevo mai affrontato Nole. Questa è la prima volta che vinco una partita al quinto set, credo di averne perse quattro prima di questa. Ricorderò questo momento a lungo. Battere Novak al primo turno di un Grande Slam è importante per me, per la crescita del mio gioco e anche per la mia preparazione mentale, perché ho davvero trovato il mio livello quando ho giocato contro di lui. Novak è il GOAT di questo sport. Io l’ho battuto agli US Open, sull’Arthur Ashe Stadium e in una sessione notturna. È sicuramente uno dei momenti più belli che abbia mai vissuto nel tennis”.

Navone corona il sogno da bambino

Il tennista argentino ricorda, poi, l’epoca dei Big Three quando lui era ancora un bambino: “Quando sei un bambino e pensi di giocare a tennis, sogni di calcare i palcoscenici più importanti del mondo e di avere la possibilità di affrontare questi grandi giocatori. Sono cresciuto guardando Novak, Roger e Rafa. Mi alzavo prestissimo per guardare Nole in Australia, al Roland Garros o agli US Open, e restavo sveglio fino a tardi prima di andare a scuola. Mia madre mi diceva che mi odiava per questo, ma per me significava tantissimo. Quando hai la possibilità di giocare contro di lui, sogni di batterlo su un palcoscenico del genere. Forse è un sogno che si avvera. Dovevo rimanere concentrato sul presente, sul mio gioco e sulle cose che dipendevano da me. Non potevo guardare Novak per tutto il tempo. È difficile sentirsi bene dopo quattro ore e mezza. L’ho visto un po’ in difficoltà nel quinto set, e ha avuto anche qualche momento di stanchezza nel primo. Ma lui è Djokovic. È il migliore di tutti i tempi, e trova sempre un modo per battere qualcuno. Credo che la cosa migliore che ho fatto sia stata concentrarmi su me stesso, sul mio allenatore e sulla strategia che dovevo seguire in ogni momento”.