US Open

US Open 2026, Paolini: “Troppi errori e poca lucidità, potevo fare di più”

Jasmine Paolini cede al terzo turno nello US Open 2026: vince in due set Sorana Cirstea con un doppio 6-3
Jasmine Paolini
Jasmine Paolini (Getty Images)

Si chiude al terzo turno l’avventura allo US Open 2026 di Jasmine Paolini. La numero uno d’Italia cede con un doppio 6-3 a Sorana Cirstea e in conferenza stampa ha analizzato così la sua sconfitta: “Sicuramente era difficile. È stata una giornata dura: non mi sentivo al meglio fisicamente e lo sapevo, lo sentivo. Forse per questo ero un po’ negativa. Cercavo comunque di rimanere lì e di dirmi di non lamentarmi, ma facevo fatica. Credo si sia visto: tanti errori e poca lucidità. C’è da lavorare, sia fisicamente sia a livello tennistico; devo cercare di colpire tante palle, cosa che forse mi è un po’ mancata. Oggi è stata sinceramente una giornata tosta. Ci sono stati tanti alti e bassi. La verità è che nella giornata di oggi non ci sono tante cose positive. Poteva andare meglio e avrei potuto essere un pochino più positiva, anche se le cose erano difficili. Cercavo di ripetermi di fare con quello che avevo e di accettare la situazione, ma è andata così”. 

US Open 2026, Paolini: “Ho avuto difficoltà, ma devo guardare il lato positivo”

Paolini ha poi analizzato il periodo difficile vissuto nelle ultime settimane: “Quando siamo arrivati qui abbiamo cercato di lavorare molto sull’aspetto atletico, perché mi ero accorta che in alcune situazioni facevo un po’ più fatica a muovermi e magari a fidarmi anche del mio corpo. Sembrava andare meglio, sinceramente. Poi ogni giorno è diverso. Anche al servizio, non so se non spingo al massimo con i piedi. Stiamo cercando piano piano di ritrovare sicurezza e forza. Oggi è stata una partita dura. Lei è comunque una giocatrice che gioca bene, però avrei potuto fare sicuramente di più. Sinceramente, oggi non ho fatto una buona partita ed è stato duro da accettare. È stato duro non sentirmi benissimo in campo, sia a livello fisico sia tennistico: avevo delle difficoltà. Bisogna però cercare sempre di guardare anche il lato positivo. Non era facile tornare dopo quattro settimane senza toccare racchetta. Soprattutto nei primi giorni qui non mi muovevo benissimo e ho cercato di fare il massimo. Avrei potuto fare di più, sicuramente, ma poteva anche andare peggio”.