US Open 2026, Tsitsipas: “Abbraccio la filosofia dell’antica Grecia”. Ecco qual è
Uno Stefanos Tsitsipas ritrovato approda agli ottavi di finale degli US Open 2026 grazie al successo in rimonta ai danni di Jiri Lehecka con Ben Shelton suo prossimo avversario nella giornata di domenica 6 settembre.
US Open 2026, ottavi: analisi e precedenti di Shelton-Tsitsipas
Le riflessioni a tutto campo di Stefanos Tsitsipas dopo gli ottavi raggiunti agli US Open 2026
In conferenza stampa, l’ex n. 3 della classifica ATP fa il punto della situazione, parlando di un anno sulle montagne russe anche dal punto di vista fisico: “Quando sei ben classificato e sei testa di serie in un torneo come questo, e non solo testa di serie ma uno dei grandi favoriti di uno Slam, la sensazione che provi entrando in campo è un po’ diversa. Non ho la sensazione di avere molti problemi. Gioco e mi diverto. Se tutto va bene, tanto meglio. Cerco anche di abbracciare quella filosofia dell’antica Grecia che consiste nel prepararsi al peggio prima di andare in battaglia, prima di entrare in quella zona di guerra, per così dire. Ho già ammesso che possano esserci scenari davvero catastrofici. Non sempre andrà come vorrei, quindi affrontare una partita con questa mentalità mi permette di vedere quello che faccio in campo in modo leggermente diverso dal solito. Direi che un eccesso di ottimismo e di fiducia può rovinare il mio gioco. L’ho imparato in vari modi nel corso della mia carriera. Non riuscivo a prendere slancio prima dei tornei. Appena ne prendevo un po’ durante un torneo, mi faceva male la schiena. È stata un’anno molto strano, con tanti alti e bassi, perché non c’è stata molta costanza in quello che è successo nel corso della stagione. Ho giocato in Australia con dolori alla schiena. Ricordo che durante la stagione sulla terra rossa la situazione si è stabilizzata e ho cominciato a sentirmi un po’ meglio, finché non ho dovuto affrontare Fils nei quarti di finale a Barcellona. E quando l’ansia è presente ogni giorno, ti uccide. Ho smesso di provare piacere nell’allenamento perché avevo dolore ovunque. Quando entri in campo per una partita, la prima domanda che ti tormenta è: ‘Riuscirò a finirla?’» È la preoccupazione principale. Prima, questa domanda non si poneva nemmeno. Perché ritirarsi da una partita per il dolore? Avevo l’impressione di combattere più battaglie, sia interiori che fisiche. Molte cose emergevano di tanto in tanto. Questo crea un vero caos interiore e tanta frustrazione. Ma penso di essermela cavata piuttosto bene. Sono riuscito ad accettarlo. Se le cose non funzionano, so che troverò un’altra soluzione. Questa stagione non è forse stata la migliore della mia carriera, ma almeno ogni giorno mi sveglio felice di non avere più dolori e so che posso andare ad allenarmi senza l’incertezza di come reagirà il mio corpo”.
Il rendimento di Tsitsipas nel 2026 (27 vittorie/19 sconfitte)
United Cup: quarti
Adelaide: 1° turno
Australian Open: 2° turno
Rotterdam: 2° turno
Doha: quarti
Dubai: 1° turno
Indian Wells: 1° turno
Miami: 3° turno
Montecarlo: 1° turno
Monaco: 1° turno
Madrid: ottavi
Roma: 1° turno
Ginevra: 2° turno
Roland Garros: 2° turno
Maiorca: 1° turno
Wimbledon: 2° turno
Gstaad: vittoria
Washington: 1° turno
Montreal: 2° turno
Cincinnati: 2° turno
Winston-Salem: ottavi
US Open: ottavi (in corso)