Vondrousova, confermata la squalifica di 4 anni fino al 2030: le motivazioni della sentenza
Marketa Vondrousova è stata sospesa per 4 anni e non sarà autorizzata a partecipare, allenare o assistere a eventi organizzati da ITF, WTA, ATP e federazioni nazionali fino a giugno 2030: è questa la sentenza dell’ITIA (International Tennis Integrity Agency) nei confronti della campionessa di Wimbledon 2023 che si è rifiutata di sottoporsi a un controllo antidoping nel dicembre 2025.
Quanto dura la squalifica di Voundrosova che può fare ricorso al TAS
La squalifica decorre ufficialmente dal 22 giugno 2026 e terminerà il 21 giugno 2030; il tribunale ha però stabilito che non saranno cancellati i risultati ottenuti dalla tennista nel periodo compreso tra il 3 dicembre 2025 e l’inizio della sospensione, fissato appunto al 22 giugno 2026.
Il documento, disponibile sul portale ufficiale dell’ITIA, ricostruisce nel dettaglio l’intero iter processuale, illustrando gli elementi che hanno portato il collegio giudicante a ritenere accertata la violazione del regolamento antidoping: la giocatrice ceca ha comunque la possibilità di impugnare la decisione con il regolamento che le concede, infatti, 21 giorni di tempo per presentare ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS). Secondo la BBC, Vondrousova intende presentare ricorso contro la decisione e depositerà il suo caso presso il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) entro la scadenza dell’11 agosto 2026
Le motivazioni dell’ITIA nella sentenza
Secondo il rapporto del tribunale, Vondrousova ha chiamato il suo agente per chiedere informazioni sul protocollo antidoping e ha inviato un messaggio al suo fidanzato dicendo che era arrivato qualcuno del controllo antidoping oltre a usare una espressione volgare per descriverlo. Entrambe le parti concordano sul fatto di essersi incontrate faccia a faccia circa 10 minuti dopo quando la Vondrousova è uscita a portare a spasso il suo levriero italiano.
Fu allora che la Vondrousova ribadì che non si sarebbe sottoposta al test, firmando un modulo in cui confermava la sua posizione. L’International Tennis Integrity Agency (ITIA), l’organismo incaricato di garantire uno sport pulito e corretto, ha affermato di non aver avuto altra scelta se non quella di richiedere una sospensione di quattro anni. Il tribunale ha dato ragione all’ITIA, stabilendo che la tennista non aveva fornito “alcuna giustificazione valida” per rifiutare il test. Venerdì 31 luglio, il tribunale ha dichiarato: “Si tratta di una decisione davvero deplorevole, presa dal giocatore in un momento di forte stress e ansia, di rifiutare il controllo antidoping, con conseguenze significative“.
L’ITIA ha. inoltre, contestato la tesi di Vondorousova secondo cui la sua sicurezza era a rischio, e le ragioni del suo disaccordo includono che la zona di Praga in cui vive è “relativamente priva di criminalità“, il paragone con l’aggressione della connazionale Petra Kvitova è una esagerazione e portare a spasso il suo cane era “del tutto incompatibile con l’identificazione di una potenziale minaccia“.