Wimbledon 2026, Djokovic in calo: “Non mi sono divertito a giocare con Safiullin”. Poi parla del record strappato a Federer
Non è il miglior Novak Djokovic quello che approda comunque ai quarti di finale del torneo di Wimbledon grazie al successo in quattro set ai danni di Roman Safiullin nella giornata di domenica 6 luglio 2026.
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Le sensazioni di Djokovic dopo la vittoria con Safiullin
Ecco le parole del leggendario serbo in conferenza stampa: “Non era almeno dovuto alla mia condizione fisica. Penso che fosse semplicemente una questione di gioco. Fisicamente, stavo piuttosto bene. Quanto al mio gioco, non mi sono divertito a giocare. È anche perché lui mi ha messo molta pressione giocando bene. Ho avuto difficoltà a ritrovare il livello di gioco che cercavo, quello che avevo, credo, al secondo turno in particolare. Ma una vittoria resta una vittoria, anche se non è particolarmente brillante. Spero di poterla usare per progredire”.
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Djokovic non sapeva di aver superato il record di Federer a Wimbledon
Nole confessa, poi, di non essere al corrente del fatto di aver superato il record di vittorie complessive nello Slam londinese con il successo n. 106, uno in più di Roger Federer: “A dire la verità non è una delle mie priorità, non ci avevo nemmeno pensato. Non sapevo di aver stabilito questo record fino a dopo la vittoria di terzo turno. In questo momento è un aspetto insignificante per me. La mia memoria ormai non è più quella di una volta. Sto cercando di ricordare in quali Slam mi sia capitata una situazione difficile come oggi e poi abbia finito per vincere il torneo. Sicuramente è successo più di una volta di dover superare uno o due incontri molto complicati prima di conquistare il titolo. Oggi trascorro più tempo a recuperare di quanto abbia mai fatto in tutta la mia carriera. È semplicemente una conseguenza delle esigenze del mio corpo: con il passare degli anni l’usura aumenta. Nel corso della mia carriera ho sempre cercato di capire cosa potesse darmi un vantaggio, quali fossero le migliori tecnologie per il recupero e il benessere. Ho usato e uso ancora camere iperbariche, crioterapia, immersioni in acqua fredda, terapia con luce rossa, campi elettromagnetici pulsati e molte altre soluzioni. Mi piace sperimentare, ma credo anche che a volte, meno sia meglio. Alla fine bisogna capire cosa funziona davvero per sé stessi”.