Wimbledon 2026, Djokovic si lamenta per le palle: “Colpa del COVID”. I dettagli
Deve soffrire più del previsto Novak Djokovic per piegare la resistenza di un ottimo Arthur Rinderknech al terzo turno del torneo di Wimbledon 2026 dove si impone comunque con il punteggio di 7-5 6-4 1-6 7-6.
Djokovic punta il dito sulle palle
L’ex n. 1 del mondo è convinto che le palle siano peggiorate molto dopo la pandemia: “Ho parlato molto con giocatori e i loro allenatori negli ultimi dodici mesi riguardo alle palle usate in circuito. Siamo in molti a pensare che qualcosa sia cambiato dal periodo del COVID. Le fabbriche in Cina, che producono le palle della maggior parte dei grandi marchi, hanno modificato alcuni elementi. Un materiale o un processo è cambiato, e questo influenza il comportamento della palla. Oggi, quelle usate in circuito, inclusi gli Slam, sono più lente. Dieci o quindici anni fa, andavano più veloci in media. Questo cambia in particolare l’efficacia dello slice, che resta meno basso di prima”.
Djokovic lancia la sfida a Federer
Arrivato a quota 105 vittorie sull’erba londinese come Roger Federer, il 39enne serbo vorrebbe giocarsi la n. 106 proprio contro l’elvetico: “Avevo più tensione del solito. Sapevo che sarebbe stata una partita molto impegnativa e sono felice di averla superata. Propongo una sfida tra me e Roger per la partita da vincere numero 106. Poter scrivere la storia di questo sport in questo torneo è un onore e un privilegio immenso. Soprattutto qui. È sempre stato il torneo dei miei sogni fin da bambino. Non penso di essere arrivato a quota 105 o di poter toccare quota 106, ma solo di cercare di vincere la partita del giorno”.
L’importanza dei figli per Djokovic
Chiusura dedicata ai due splendidi figli che fanno il tifo in ogni partita del papà: “Ho incrociato lo sguardo con la mia famiglia, in particolare con i miei figli, che sono stati molto attivi. Riesco a sentire le loro voci, stanno facendo del loro meglio per sostenermi. Prima del match ho parlato con Tara e mi ha mostrato delle coreografie di gruppi pop per adolescenti. Così abbiamo provato a imparare una coreografia. Non vedo l’ora di chiederle come sono andato. Dalla sua espressione, credo di non essere stato perfetto. Cerco di non dare per scontati questi momenti, perché sono rari e speciali. Sono molto fortunato: i miei figli possono guardarmi giocare sul Campo Centrale di Wimbledon. Sono consapevoli di ciò che accade, seguono la partita. È davvero una benedizione per me”.