Zverev si sbilancia tra Sinner e Alcaraz: “Più difficile giocare con Jannik”. Il motivo
Capace di aggiudicarsi il suo primo titolo Slam nel 2026 al Roland Garros, Alexander Zverev ha certamente un animo più leggero quando si confida a Knossi, streamer e conduttore televisivo tedesco; in giro su una DeLorean, come vuole il format ideato dallo youtuber, Sascha si racconta a 360 gradi: “Il titolo Slam era l’unica cosa che mi mancava veramente, avendo già vinto tornei di ogni livello, dalle ATP Finals all’oro olimpico. Ora posso rilassarmi un po’, ma l’ambizione non scompare, perché mi diverto ad allenarmi e a sforzarmi fisicamente. Se non lo faccio, ad esempio in vacanza, Sophia (Thomalla, Ndr) impazzisce, perché dopo due giorni torno subito in palestra”.
Zverev preferisce l’oro olimpico al titolo Slam
A sorpresa, il n. 2 della classifica ATP continua a preferire l’oro olimpico conquistato a Tokyo alla vittoria in uno Slam: “Fino al momento della vittoria a Parigi non è stata una bella giornata, perché avevo dentro di me stress e panico. Durante tutto il torneo avevo gestito bene i nervi, anche quando Sinner e Djokovic erano usciti ed ero diventato il favorito. Ma il giorno della finale non ho quasi dormito. Durante il riscaldamento mi sentivo un principiante sul campo: non avevo sensibilità nel corpo, perché ero nervosissimo e teso. Sapevo che era una finale che dovevo vincere, contro Flavio Cobolli, che è un ottimo giocatore, ma sentivo che dovevo portarla a casa. A 29 anni la pressione era massiccia, perché non sai quante altre occasioni avrai. Quando ho vinto, però, tutto è scivolato via e sono rimasti solo gioia e sollievo. Le sensazioni sono simili, ma l’oro olimpico è stato quasi più speciale. Non so spiegarlo, ma il sentimento è stato più intenso, forse per l’atmosfera del villaggio olimpico, il vivere nella casa tedesca e il supporto dell’intera nazione”.
Zverev mette a confronto Sinner e Alcaraz
Il nativo di Amburgo parte dall’analisi dei Big Three Roger Federer, Rafa Nadal e Novak Djokovic all’epoca attuale dominata da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, svelando che l’azzurro è il tennista con cui fa più fatica: “Con Roger Federer ho un bilancio positivo: lui giocava veloce e io riuscivo a giocare ancora più veloce di lui, cosa che lo infastidiva. Nadal, all’inizio, era troppo forte fisicamente per me, ma dai 23-24 anni ho iniziato a batterlo spesso. È stato mentalmente brutale l’infortunio con Rafa al Roland Garros 2022. I medici non potevano garantirmi che sarei tornato a giocare a questo livello. Dopo il rientro, per sette mesi non ho vinto nulla: perdevo al primo turno contro avversari contro i quali non avrei mai pensato di perdere. In quel momento ho davvero pensato fosse finita. Contro Djokovic sono sempre battaglie incredibili. Sinner mi piaceva affrontarlo in passato, ma recentemente ho perso molte volte, perché ha migliorato incredibilmente il servizio, diventando una potenza: con lui mi sento, ormai, sempre in svantaggio. Con Alcaraz è sempre un piacere giocare: i match sono battaglie durissime e bellissime”.
Zverev e la fondazione per il diabete
Chiusura dedicata alla Alexander Zverev Foundation con cui il tedesco spera di aiutare chi è afflitto dal diabete come lui: “Ho il diabete da quando avevo quattro anni e molti dicevano che non avrei potuto praticare sport ad alto livello. Con la fondazione vogliamo creare consapevolezza e mostrare che con il diabete si può ottenere tutto. Aiutiamo oltre 1.200 bambini all’anno in regioni come l’Africa, l’Asia e il Sud America, fornendo insulina e test per permettere loro di sopravvivere”.