Addio a Evaristo Beccalossi: l’ex Inter aveva 69 anni
È morto a Brescia Evaristo Beccalossi, una delle bandiere dell’Inter, storico centrocampista della squadra milanese. L’ex calciatore e dirigente sportivo, che prima di militare in nerazzurro giocò anche nella sua città, Brescia, avrebbe compiuto 70 anni tra pochi giorni, il 12 maggio. Da un anno le sue condizioni di salute erano critiche dopo un malore accusato a gennaio 2025 e un lungo periodo di coma. Il decesso è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì in clinica Poliambulanza a Brescia, dove Beccalossi era ricoverato.
Beccalossi, il numero 10 fuori dagli schemi
Nato a Brescia nel 1956, cresciuto calcisticamente nelle Rondinelle, Beccalossi esplode definitivamente con l’Inter tra il 1978 e il 1984. Sono gli anni in cui il suo talento diventa simbolo: dribbling, assist, lampi improvvisi che accendevano San Siro. Con i nerazzurri conquista lo scudetto 1979-80 e una Coppa Italia, diventando uno degli idoli più amati dai tifosi. Eppure, anche nel momento più alto, resta un calciatore anomalo. Fantasista puro, mancino, capace di cambiare una partita con una giocata ma anche di attraversarla in silenzio. La sua discontinuità è diventata quasi leggenda: “giochiamo in dieci o in dodici”, si diceva ironicamente negli spogliatoi, a sottolineare quanto la sua presenza potesse essere decisiva o evanescente. È proprio questa natura irregolare a renderlo unico. In un calcio sempre più organizzato, Beccalossi incarnava l’imprevedibilità.
Una carriera lunga, tra ritorni e nuovi inizi
Dopo l’esperienza all’Inter, il suo percorso prosegue tra Sampdoria e Monza, prima di chiudere la carriera nelle serie minori nei primi anni Novanta. Nel dopo calcio si reinventa come dirigente, opinionista e volto televisivo, mantenendo quel tratto diretto e riconoscibile che lo aveva caratterizzato anche in campo. Rimane sempre forte il legame con Brescia, la sua città, dove tutto era iniziato e dove oggi si è concluso il suo cammino.