Calcio

Haiti, outsider totale: entusiasmo e voglia di sorprendere

Haiti, outsider totale del Gruppo C, si presenta al Mondiale 2026 con grande entusiasmo e voglia di sorprendere

Haiti si presenta al Mondiale 2026, che si disputerà tra Stati Uniti, Canada e Messico, come la “Cenerentola” del gruppo pronta però a giocarsi le proprie carte senza timori. L’ultima apparizione sulla scena globale risale a 52 anni fa, anche l’unica, nel 1974. La selezione caraibica vuole sorprendere con velocità, entusiasmo e spirito di gruppo. 

Il momento della squadra 

Haiti ha ottenuto la qualificazione al Mondiale dopo un percorso solido e meritato frutto di 11 punti nel girone conquistati con 3 vittorie, 2 pareggi e 1 sola sconfitta. La squadra ha saputo essere compatta e organizzata mostrando una crescita costante durante tutta la fase di qualificazione, eliminando squadre come Costa Rica e Honduras che vantano una solida esperienza nella competizione. Inoltre, tutte le gare per la qualificazione sono state disputate fuori dal paese e questo sottolinea la resilienza del gruppo. L’entusiasmo sarà sicuramente un punto di forza, l’idea di poter disputare la fase a gironi della competizione in assoluto più importante non ha eguali. I giocatori sono consapevoli dei propri mezzi, non hanno particolari pressioni e obblighi e questo è un altro punto in loro favore che gli permetterà di affrontare questo percorso in modo più “tranquillo”. 

Il commissario tecnico e le idee di gioco

Il ct Sebastian Migne è l’uomo della rinascita. Arrivato sulla panchina a marzo del 2024, dopo aver vissuto periodi significativi come braccio destro di Jean-Pierre Papin allo Strasburgo e al Lens, prima di assumere diversi incarichi internazionali tra Oman, RD del Congo, Congo, Togo, Kenya e Guinea Equatoriale e Camerun, è riuscito a dare in poco tempo un’identità al gruppo e inoltre, è stato in grado di portarla a un traguardo storico. Non c’è un solo sistema di gioco di riferimento, il t varia dal 4-2-3-1 al 3-5-2 passando per il 4-3-3 in base all’avversario che si ritrova di fronte. Equilibrato ma flessibile nelle transizioni, predilige un gioco d’attesa con baricentro medio-basso e rapide ripartenze. L’obiettivo è sfruttare la velocità degli esterni e colpire in campo aperto. La squadra è compatta tra i reparti, difende con ordine e sa ribaltare l’azione con grande rapidità. Le transizioni offensive sono l’arma principale.

I giocatori chiave 

Duckens Nazon è da tempo il simbolo del calcio haitiano a livello internazionale. È il giocatore più prolifico di sempre e detiene il record di gol senati per il suo paese. 44 reti realizzare con la Nazionale e un’esperienza in giro per l’Europa, attualmente è in forza all’Esteghlal in Iran. Bellegarde, centrocampista del Wolverhampton, garantisce equilibrio in mezzo al campo, dinamismo e capacità di collegare i reparti. È il primo giocatore haitiano in Premier League. Occhio anche a Hannes Delcroix, difensore del Lugano. Versatile e con un’esperienza importante tra Anderlecht, Burnley e Swansea. Infine, impossibile non citare il capitano e portiere della selezione: Johny Placide, che vanta un passato in Francia, Inghilterra e Bulgaria. 

Puti di forza e debolezze

Haiti vanta un attacco dinamico e veloce capace di mettere in difficoltà le difese avversarie, potendo contare su realizzatori esperti. Poi, ha forte identità tattica costruita dal commissario tecnico unita allo spirito di gruppo e alla compattezza dei reparti sono i principali punti di forza della selezione di Haiti. Mentre la difesa e la poca esperienza internazionale rispetto alle rivali non sono del girone ma in generale del torneo, sono il tallone d’Achille dei caraibici. Aspetti su cui dovranno lavorare e migliorare, il Mondiale è una chance anche in tal senso.

Probabile formazione 

Haiti (4-2-3-1): Placide; Arcus, Ade, Delcroix, Lacroix; Bellegarde, Pierre; Deedson, Casimir, Providence; Pierrot. Ct: Migne.

La storia ai Mondiali 

L’unica partecipazione di Haiti al Mondiale risale a 52 anni fa, correva l’anno 1974. Un’avventura che si concluse al primo turno senza superare la fase a gironi. La qualificazione alla competizione che si disputa nell’estate di quest’anno è storica e già di per sé il ritorno nella Coppa del Mondo rappresenta un momento simbolico per il calcio di Haiti. 

Obiettivo Mondiale 2026

Già essere al Mondiale è un enorme traguardo per Haiti, ovviamente la speranza è quella di superare la fase a gironi ma sarà un’impresa ardua considerando le avversarie: Brasile, Scozia e Marocco che hanno un’esperienza superiore. Non è un caso che i caraibici partono sfavoriti, ma hanno la possibilità di giocarsi le loro carte. Il fatto di non avere obblighi e pressioni può diventare un loro punto a favore. Non sarà certo facile, ma questa squadra ha entusiasmo infinito e un’identità ben precisa. Se riuscirà a sfruttare le proprie qualità potrebbe rivelarsi una delle sorprese più intriganti del torneo.