Coppe Europee

Napoli-Arsenal, Champions League: analisi e precedenti

All'esordio stagionale nella competizione gli azzurri di Massimiliano Allegri ospitano al Maradona i campioni d'Inghilterra di Mikel Arteta, finalisti la scorsa edizione
Anguissa, Napoli
Anguissa, Napoli (Getty Images)

Il conto alla rovescia è iniziato. Napoli-Arsenal è la sfida che inaugurerà il percorso europeo degli azzurri nella nuova stagione di Champions League: appuntamento mercoledì 9 settembre 2026 alle ore 21 allo stadio Diego Armando Maradona, per la prima giornata della fase campionato. È una partita che arriva subito con un peso specifico enorme. Da una parte c’è il Napoli, che deve trasformare il fattore Maradona in un’arma per cancellare un avvio di campionato complicato; dall’altra un Arsenal che si presenta in Italia con ambizioni da grande protagonista europea e con il morale alto dopo la finale conquistata, ma poi persa, la scorsa edizione contro il PSG. .

Napoli a caccia di riscatto

Il Napoli arriva alla sfida europea con qualche certezza offensiva in più rispetto a quanto racconti la classifica. L’ultima partita contro l’Inter, infatti, ha mostrato contemporaneamente i pregi e i difetti della squadra di Massimiliano Allegri: gli azzurri sono stati capaci di portarsi sul 2-0 a San Siro con Politano e Hojlund, ma hanno poi subito la rimonta nerazzurra, completata dal gol di Lautaro Martinez al 91′. Il ko per 3-2 contro l’Inter è arrivato dopo la precedente sconfitta interna contro il Como (1-2) e ha lasciato il Napoli fermo a tre punti dopo tre giornate di Serie A (al debutto successo per 2-0 al Ferraris contro il Genoa). Il dato più interessante, però, riguarda proprio la prestazione di San Siro: per larghi tratti gli azzurri hanno giocato ad armi pari, salvo poi pagare a caro prezzo le difficoltà nella gestione del vantaggio e alcune disattenzioni nella fase difensiva. Per Allegri, dunque, la Champions rappresenta immediatamente una possibilità di riscatto. 

Arsenal top d’Europa

Il momento dell’Arsenal è invece decisamente più brillante. I Gunners hanno battuto 2-1 il Chelsea nell’ultimo turno di Premier League, rimontando il gol iniziale di Morgan Rogers grazie alle reti di Kai Havertz e Martin Odegaard. Il successo ha mantenuto i campioni d’Inghilterra a punteggio pieno dopo le prime tre giornate di campionato. La squadra di Arteta arriva quindi al Maradona con una struttura già molto riconoscibile. I Gunners sono una squadra organizzata, intensa e abituata a giocare partite di questo livello, pertanto si presenteranno a Fuorigrotta senza alcun timore reverenziale.

Precedenti Napoli-Arsenal

La storia dei confronti tra Napoli e Arsenal è relativamente breve ma ricca di episodi significativi. Quella di mercoledì sarà infatti la quinta sfida ufficiale tra le due squadre nelle competizioni europee. I primi due confronti risalgono alla fase a gironi della Champions League 2013-14. All’Emirates vinse l’Arsenal per 2-0, mentre al ritorno il Napoli di Rafa Benitez si impose con lo stesso risultato al San Paolo. Una vittoria che, però, non bastò agli azzurri per qualificarsi: Napoli, Arsenal e Borussia Dortmund chiusero il girone a quota 12 punti e fu la differenza reti a condannare i partenopei.  Il secondo doppio confronto arrivò nei quarti di finale di Europa League 2018-19. In quel caso l’Arsenal vinse entrambe le partite: 2-0 a Londra e 1-0 a Napoli, con qualificazione dei Gunners. Il bilancio complessivo parla quindi di tre vittorie dell’Arsenal e una del Napoli nei quattro precedenti ufficiali.  C’è però un dato che può dare fiducia ai padroni di casa: il Maradona, storicamente, è stato un campo difficile per le squadre inglesi. Secondo le statistiche UEFA riportate alla vigilia, gli azzurri hanno perso soltanto tre delle precedenti 13 partite casalinghe contro formazioni inglesi nelle principali competizioni europee, anche se l’ultima sfida interna contro un club inglese è terminata con una sconfitta contro il Chelsea. Per l’Arsenal, invece, le trasferte italiane non sono state sempre semplici. Il dato recente racconta di una sola vittoria nelle ultime sei gare disputate in Italia nelle competizioni UEFA, accompagnata da un pareggio e quattro sconfitte. Numeri che rendono il fattore Maradona tutt’altro che secondario.