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Arabia Saudita, crescita continua: tecnica e organizzazione

L'analisi dell'Arabia Saudita, il Medio-Oriente che avanza per stupire
Arabia Saudita, Mondiali (Getty Images)
Arabia Saudita, Mondiali (Getty Images)

Ci siamo. Manca solo un po’ di pazienza e il primo fischio d’inizio del Mondiale 2026 ci aprirà le porte verso la competizione più attesa degli ultimi quattro anni. Nel frattempo, mentre inganniamo il tempo, noi abbiamo iniziato a dare una sbirciatina. Tra le convocazioni dei vari commissari tecnici e il nostro viaggio alla scoperta delle Nazionali che prenderanno parte al torneo, ci stiamo regalando qualche piccola, ma interessante, anticipazione. A tal proposito. L’appuntamento di oggi porta in Medio-Oriente, in una regione calcistica che fino a qualche anno fa era ben distante da questi livelli, ma che negli ultimi anni ha dato inizio a un rapido percorso di crescita: l’Arabia Saudita.

Il momento della squadra

L’Arabia Saudita si è confermata una presenza costante nella Coppa del Mondo. Dal 1994 solo in due occasioni non era riuscita ad accedere alla competizione. Questa volta il gruppo che ospiterà la nuova frontiera del calcio medio-orientale sarà l’H, lo stesso della Spagna, di Capo Verde e dell’Uruguay. Il percorso di accesso al Mondiale è stato lungo per i Green Falcons. Chiuso al secondo posto il girone valido per il secondo turno delle qualificazioni asiatiche, la formazione saudita è riuscita ad arrivare al terzo turno, dove però se l’è dovuta vedere con avversarie altamente competitive come: il Giappone e l’Australia, entrambe qualificatesi direttamente al Mondiale. La stessa sorte è toccata anche all’Arabia Saudita che, però, ha avuto bisogno in un turno ulteriore dove si è imposta contro Iraq e Indonesia. l’Arabia Saudita arriverà alla Coppa del Mondo in Stati Uniti, Messico e Canada con la consapevolezza di aver avviato un percorso di crescita, ma anche di aver dovuto riazzerare un ciclo dopo il cambio in panchina.

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Il commissario tecnico e le idee di gioco

Lo storico commissario tecnico dell’Arabia Saudita, Hervé Renard, infatti, ha lasciato la Nazionale per la seconda volta, dopo appena due anni dal suo ritorno. Già c.t. dal 2019 al 2023 (quando l’aveva guidata in Qatar), nel 2024 aveva ripreso la guida della squadra alla conclusione della sua avventura annuale con la Francia femminile. Lo scorso 23 aprile, con il Mondiale ormai alle porta, ha deciso di interrompere nuovamente la sua avventura, spianando la strada all’arrivo di Giorgios Donis. Tecnico esperto che da qualche anno allena ormai in Medio-Oriente, dovrà essere in grado di prender per mano la squadra e compattarla a pochi giorni dall’inizio delle danze. Non è noto l’approccio tattico che assumerà con l’Arabia Saudita, ma i suoi dieci e più anni tra Al Hilal, Al Fateh e Al Wehda gli hanno permesso di acquisire una conoscenza profonda dei calciatori a disposizione, che saranno selezionati prevalentemente dal campionato locale. Il modulo più utilizzando da Donis negli ultimi anni è il 4-2-3-1, non così difforme dal 4-3-3 di renardiana memoria.

I giocatori chiave

Donis si prenderà tutto il tempo necessario prima di diramare la lista dei suoi 26 convocati, soprattutto considerando il recente arrivo in panchina. Non sappiamo quindi se ci saranno sorprese oppure noi nelle convocazioni e, per questo motivo, è cosa buona e giusta concentrare l’analisi dei singoli su quelli che dovrebbero essere sicuri del posto. Tra questi c’è Saud Abdulhamid, terzino destro del Lens che abbiamo imparato a conoscere in Italia con la maglia della Roma. Il classe 2000 è il giocatore di maggior valore della rosa a disposizione di Donis. Importante sarà il contributo a centrocampo anche di Musab Al-Juwayr, centrocampista classe 2003 in forza all’Al-Qadsiah e autore di 6 gol e 11 assist in Saudi Pro League. La sorpresa, però, potrebbe essere Mohamed Kanno, giocatore esperto del centrocampo dell’Al Hilal, dove da titolare si muova al fianco di giocatori come Milinkovic-Savic e Ruben Neves.

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Punti di forza e debolezze

In attesa di conoscere meglio il lavoro che svolgerà Donis sulla sua Arabia Saudita, la conoscenza totale che ha dei calciatori a disposizione e del calcio saudita è sicuramente un punto di forza del tecnico greco. Quest’ultimo ha spostato il calcio medio-orientale dedicandoci gran parte della sua carriera da allenatore. La Nazionale araba vanta una buona crescita tecnica e tattica, seppur distante da realtà più importanti che prenderanno parte al torneo. Quello su cui punterà Donis sarà probabilmente la rapidità, la capacitò di trasformare un fronte difensivo in offensivo con grande velocità e grande organizzazione.

Probabile formazione

ARABIA SAUDITA (4-3-3) – Al Owais; Abdulhamid, Hamed, Al-Mufarrij, Boushal; Kanno, Al-Johani, Al-Juwayr; Al-Sahafi, Al-Hamadan, Al-Dawsari. 

La storia ai Mondiali

Dal 1994 l’Arabia Saudita è una nazionale costantemente presente ai Mondiali, eccezion fatta per due edizioni nel 2010 e nel 2014. Il miglior piazzamento nella sua storia in una Coppa del Mondo è agli ottavi di finale ed è arrivato proprio nell’anno del suo esordio, nel 1994 negli Stati Uniti dove tornerà a giocare quest’anno.

Obiettivo Mondiale 2026

Il sogno, più che l’obiettivo, dell’Arabia Saudita al Mondiale sarà quello di superare il proprio girone e accedere agli ottavi di finale. Una missione ardua, soprattutto considerando le ostilità di un girone che metterà la squadra di Donis contro Uruguay e Spagna, oltre all’abbordabile Capo Verde. Quel che Abdulhamid e compagni dovranno fare sarà cercare di limitare i danni contro le prime due della classe e cercare di ottenere il pass da terza classificata.