Mondiali 2026, Bielsa sull’hydration break: “Non pensano alle conseguenze!”
L’hydration break continua a far discutere durante il Mondiale di calcio. Tre minuti di pausa a metà dei due tempi imposti dalla FIFA che hanno alimentato il dibattito per la loro utilità in partite dove le temperature sono elevate, ma non al punto da giustificare stop così prolungati. Alcuni recenti analisi, inoltre, hanno evidenziato come la nuova versione del cooling break abbia un’influenza chiara sull’andamento della partita e, spesso, anche sul risultato. Questo tema è stato trattato anche da personalità importanti del mondo del calcio come Klopp, Van Dijk e ora anche Marcelo Bielsa. Il commissario tecnico dell’Uruguay, infatti, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della seconda partita del suo Mondiale contro Capo Verde. El Loco ha evidenziato quanto l’introduzione di quattro tempi di gioco, invece dei due precedenti, abbia conseguenze rilevanti sulle partite del Mondiale.
Le parole di Bielsa sull’hydration break
“Ho visto che ci sono tantissimi gol. Non era con quell’obiettivo, ma secondo l’opinione comune giocare 4 tempi invece di 2 altera la concezione che culturalmente si era costruita per interpretare il calcio. La quantità di gol, benvenuta. Questo cambiamento della cultura per interpretare il calcio non aggiunge niente e toglie molto. Ovviamente quando si è diviso in 4 non si è pensato all’effetto che può avere su ciò che ha reso il calcio uno sport che fa innamorare, mi capisce? Altrimenti si è pensato ad altri tipi di ripercussioni che io non discuto né analizzo. Semplicemente dico che prima di questa decisione il calcio aveva una caratteristica e ora ne ha un’altra. La gente si innamora del gioco per le sue caratteristiche. Ci sono grandi successi: l’influenza del VAR non ha fatto altro che migliorarlo e questo va applaudito e apprezzato. La tecnologia offre sempre più cose affinché ciò che non è desiderato del VAR scompaia. Ma anche questo altro tentativo è stato un tentativo in cui le conclusioni che sto dicendo non sono mie, è ciò che ascolto costantemente e a cui aderisco“.