Mondiali 2026, caos Balogun: il Belgio non ci sta e prende posizione
Per la prima volta nella storia del Mondiale, la FIFA si è appellata all’articolo 27 del codice disciplinare per sospendere la squalifica rimediata da Folarin Balogun durante la partita tra gli Stati Uniti e la Bosnia Erzegovina. L’attaccante americano, espulso per un fallo giudicato da ‘condotta violenta’ su Muharemovic, sarà a disposizione di Mauricio Pochettino in vista della partita contro il Belgio, in programma martedì 7 luglio alle 2.00 italiane presso il Lumen Field di Seattle. Proprio in vista del match valido per gli ottavi di finale, ha deciso di prender parola e far valere la propria posizione la Federazione calcistica del Belgio che, per contestare la decisione della FIFA, ha emesso un comunicato ufficiale.
Il comunicato del Belgio
“La Federazione Calcistica Reale Belga (RBFA) è stupita dalla decisione della FIFA di dichiarare il giocatore statunitense squalificato Folarin Balogun idoneo a giocare nella partita USA-Belgio di lunedì 6 luglio alle 17:00 (ora di Seattle).
La FIFA basa la sua decisione sull’Articolo 27 del Codice Disciplinare FIFA. Questa disposizione stabilisce che la Commissione Disciplinare FIFA può decidere di sospendere l’esecuzione di una sanzione disciplinare precedentemente imposta. Tuttavia, l’Articolo 66.4 dello stesso Codice Disciplinare FIFA stabilisce chiaramente che un cartellino rosso (espulsione) comporta automaticamente una squalifica per la successiva partita della squadra, come è avvenuto per tutti i precedenti cartellini rossi estratti durante questa Coppa del Mondo FIFA.
Inoltre, e a prescindere da quanto sopra, la decisione è in diretta contraddizione con le disposizioni del Regolamento della Competizione della Coppa del Mondo FIFA 2026, come stabilito nell’Articolo 10.5:”Se un giocatore o un ufficiale di squadra viene espulso a seguito di un cartellino rosso diretto o indiretto (seconda ammonizione), sarà automaticamente squalificato per la partita successiva della propria squadra. Inoltre, potranno essere imposte ulteriori sanzioni”.