Mondiali 2026, Bielsa attacca i giocatori: “Prendono milioni e non riescono a rimanere concentrati”
L’ultima conferenza stampa di Marcelo Bielsa da ct dell’Uruguay. Dopo l’eliminazione ai Mondiali 2026 si è dimesso: troppo pesante la delusione e il suo fallimento. Il percorso dei sudamericani si è fermato ai gironi, chiudendo al terzo posto dietro a Capo Verde e Spagna. Così il tecnico argentino ha deciso di farsi da parte, rispondendo poi punto per punto ai giornalisti sulla sua gestione della Celeste. “Perché ho detto che non lascio nulla all’Uruguay? Ho la certezza che a nessuno è importato quello che ho detto in questi 3 anni. Non c’è niente di male, ma so che è così”, ha esordito.
Mondiali 2026, Bielsa si dimette dall’Uruguay e attacca tutti
Poi ha attaccato i giocatori, esprimendosi senza peli sulla lingua come suo solito: “È una vergogna che dei professionisti che guadagnano milioni siano incapaci di restare concentrati per più di 10 minuti. I discorsi che ho fatto alla squadra ed i video non sono mai stati più lunghi di 10 minuti. Questo perché mi hanno detto che dovevano essere più corti e in giorni separati, per non sovraccaricare l’attenzione dei giocatori. Di questo ne ho parlato con i giocatori e mi hanno detto che stavano avendo un eccesso di informazioni. Così ho ridotto tutto, ma prima della Spagna mi hanno detto che erano ancora troppo saturi di informazioni”.
Mondiali 2026, Bielsa torna su Muslera: “Aveva la febbre, poi gli è passata”
Dopo di che si è pronunciato sul caso legato a Muslera, protagonista in negativo della spedizione dell’Uruguay visti i tanti errori tra i pali. Il portiere, prima della terza giornata della prima fase contro la Spagna, aveva anche la febbre: “Il giorno prima della Spagna, Muslera aveva 38,1 di febbre e io, ovviamente, ero informato. Il giorno della partita non aveva la febbre ed era pronto a giocare. Non aveva né dolori né febbre. Era in condizioni ottimali. Lo stesso è successo con Fede Viñas, ma ha detto al medico che gli faceva male il corpo, ma che poteva giocare. Io, in quella situazione, ho scelto di non fargli iniziare la partita. Mi sembra di una grandezza e di una generosità inusuali del calcio attuale. Se di fronte a quella situazione ha agito come ha agito, se avesse avuto il minimo dubbio di affrontare me l’avrebbe detto. Il giorno della partita era senza febbre e senza problemi”.