Mondiali 2026, caso Balogun, spunta il clamoroso retroscena: squalifica tolta senza consultare la commissione disciplinare
Nelle ultime ore è spuntato un clamoroso retroscena sulla questione legata alla squalifica tolta allo statunitense Balogun.
Non si arresta il fitto programma dei Mondiali 2026, pronti a sollevare il sipario sulle semifinali. Ma, sebbene la rassegna iridata nordamericana sia arrivata al penultimo atto, continua a tenere banco la questione che più ha minato gli equilibri di questa Coppa del Mondo: la questione legata alla squalifica revocata a Folarin Balogun. Lo statunitense, espulso nella gara vinta per 2-0 dagli Stati Uniti ai sedicesimi contro la Bosnia, è infatti stato “graziato” ed è potuto scendere in campo contro il Belgio, con la squalifica sospesa e una multa salata da dover pagare. Ma proprio in merito alla questione della revoca della squalifica il Times ha svelato un clamoroso retroscena.
Mondiali 2026, caso Balogun: la verità del Times
Stando a quanto riportato dal celebre quotidiano inglese: solo una persona infatti avrebbe deciso di revocare la squalifica a Balogun. La persona in questione sarebbe il presidente della commissione disciplinare della FIFA, Mohammad Al Kamali. Secondo il Times, infatti, Al Kamali non avrebbe consultato gli altri 17 membri prima di consentire all’attaccante statunitense di giocare gli ottavi di finale. Un retroscena che, se confermato, rappresenterebbe una macchia enorme su questi Mondiali 2026.