Mondiali 2026, De la Fuente: “Sono così orgoglioso. Questo gruppo è unico”
Quella che ha provato Luis De la Fuente è un emozione diversa rispetto a Lionel Scaloni. Il commissario tecnico della Spagna ha parlato al termine della partita della vittoria del Mondiale, arrivata due anni dopo quella dell’Europeo e che consacra un ciclo ch si è rivelato, dall’alto dei suoi 38 risultati utili consecutivi, il più imbattibile della storia. Superando anche l’Italia. La Spagna vince con il gold i Ferran Torres, frutto di pragmatismo, qualità e attesa. Crea tanto ma la sblocca solo nel secondo tempo supplementare, poi nel finale rischia un pareggio che sarebbe stato clamoroso e beffardo. Alla fine la Roja esulta a New York e si gode il secondo titolo della sua storia. Nel frattempo De la Fuente si commuove e parla ai media.
L’emozione di De la Fuente
“Provo così tanto orgoglio. Orgoglio per questa generazione di calciatori che sono cresciuti con questa idea, rimanendo fedeli all’idea e facendo del loro meglio. Questa squadra è un esempio. Un gruppo, una famiglia e un collettivo di grandi giocatori che sono stati eccezionali. Sono così orgoglioso di averli accompagnati in questo viaggio, essere stato lì con loro su questo percorso è un onore. Non posso davvero spiegare come mi sento. Tutto quello che posso dire è che ne è valsa la pena. Naturalmente al momento sono molto emozionato, in particolare dopo aver visto quello che è successo da dietro le quinte”.
“Cosa ho detto alla squadra? Ho parlato così tanto ai giocatori… mi hanno detto: ‘Mister, abbiamo vinto tutto’, ed è meraviglioso. Questa generazione di giocatori è un esempio per lo sport spagnolo, per i giovani spagnoli. Insieme siamo molto più forti, ed è per questo che non dimentichiamo nessuno”.
De la Fuente sulla partita
Sull’attesa del primo gol, De la Fuente ha detto: “Certo che ci sarebbe piaciuto vincere la partita molto prima. Il salvataggio di Martinez ci ha impedito di farlo. Abbiamo provato e provato a entrare nel foglio dei punteggi ma non ci siamo stati, ma questa è una finale di Coppa del Mondo, anche contro dieci uomini alla fine abbiamo dovuto soffrire. Ma ci piace soffrire, e lo dirò di nuovo, eravamo preparati a tutto”.