Mondiali

Francia, Deschamps: “Avrei fatto a meno degli insulti del Paraguay”

Il ct transalpino dopo il passaggio del turno: "Mi aspettavo questo tipo fi partita"
Didier Deschamps, commissario tecnico della Francia
Didier Deschamps, commissario tecnico della Francia (Getty Images)

La Francia supera il Paraguay e stacca il pass per i quarti di finale ai Mondiali, al termine di una partita combattuta e caratterizzata da un clima particolarmente acceso. Nel dopo gara il ct transalpino Didier Deschamps ha preferito concentrarsi soprattutto su quanto accaduto in campo e a bordo campo, evitando qualsiasi polemica nei confronti della direzione arbitrale ma sottolineando il comportamento della panchina avversaria: “Finora per noi era stato tutto relativamente facile, quindi è utile vivere anche un’esperienza del genere. Non criticherò l’arbitro. Avevo preparato i giocatori e, fortunatamente, ci aspettavamo una partita di questo tipo. Non li criticherò perché ogni squadra gioca come vuole. Avrei fatto volentieri a meno degli insulti provenienti dalla panchina avversaria, specialmente di alcuni in particolare. La cosa più importante è che non ci siano stati problemi a fine partita e che non abbiamo perso nessun giocatore”.

Quello sfogo prezioso

Il commissario tecnico francese ha poi spiegato anche il motivo del richiamo ai suoi durante l’hydration break, chiedendo alla squadra di non cadere nelle provocazioni. “Eravamo in vantaggio e non potevamo permetterci di farci trascinare nel gioco del Paraguay; altrimenti, non ne saremmo usciti indenni. Soprattutto, dovevamo evitare di fare gesti o cose del genere. Ho alzato la voce perché rischiavamo di far innervosire ancora di più il Paraguay, e non ne avevamo bisogno. Fa parte del mio ruolo: di natura sono piuttosto calmo. Se la panchina si agita, può trasmettere agitazione anche ai giocatori. A un certo punto avverti un senso di ingiustizia e non puoi accettare tutto passivamente, ma a volte bisogna farlo. Non è facile, però ci siamo riusciti; abbiamo mantenuto la calma, ed è questo che conta di più”.