Mondiali

Girone E, Germania al comando: girone tecnico con Africa e Sudamerica

I tedeschi partono nettamente favoriti ma Costa d'Avorio ed Ecuador non sono avversari da sottovalutare
Giocatori della Germania (Photo by Gabor Baumgarten/Sports Press Photo/Getty Images)

Il Gruppo E del Mondiale 2026 mette insieme quattro nazionali di tre continenti diversi. La Germania parte favorita, ma Costa d’Avorio ed Ecuador non sono avversari da sottovalutare. Curaçao, alla prima storica partecipazione, chiude il quadro.

Le squadre: valori e gerarchie

Il Girone E presenta un profilo tutto sommato chiaro nelle gerarchie, pur non mancando di spunti interessanti. La Germania è la candidata naturale al primo posto, forte di un gruppo ricco di qualità individuali e di un percorso di qualificazione brillante. Dietro c’è una lotta aperta tra Ecuador e Costa d’Avorio, due nazionali con caratteristiche molto diverse ma dotate di argomenti validi per aspirare alla qualificazione. Curaçao, infine, fa il suo storico esordio assoluto e si trova in un girone oggettivamente proibitivo per le proprie ambizioni.

La favorita: perché parte davanti

La Germania arriva al Mondiale con la consapevolezza di dover riscattare due eliminazioni consecutive nella fase a gironi. Nagelsmann ha costruito un gruppo capace di coniugare esperienza e talento in rampa di lancio. Il sistema di Nagelsmann, un 4-2-3-1 fluido con continui scambi di posizione tra i trequartisti, pone la qualità tecnica sopra ogni altra cosa. Il rischio principale, però, è ben identificabile: la difesa in transizione lascia spesso spazi alle spalle dei terzini, e qualsiasi avversaria con buona velocità sugli esterni potrebbe metterla in difficoltà.

L’outsider: chi può sorprendere

La Costa d’Avorio è la squadra che più di tutte può ambire a ribaltare le gerarchie del girone: si presenta al Mondiale forte di una rosa esperta, con giocatori di alto profilo, e di una continuità di risultati che la rende una realtà consolidata del calcio africano. Il sistema di gioco è fisico e verticale, con una capacità di pressione alta che mette in difficoltà le squadre abituate a costruire con tranquillità.

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Chi rischia di restare fuori

L’Ecuador potrebbe sembrare sottovalutato in questa sede, ma i limiti strutturali della Tricolor sono reali. Il CT Sebastián Beccacece ha costruito una delle difese più solide delle qualificazioni sudamericane — soli cinque gol subiti in sedici partite — con un blocco difensivo di qualità europea. Il problema è l’attacco: le alternative in avanti non offrono garanzie di rendimento comparabili. Se la Germania o la Costa d’Avorio sfruttano le transizioni, la difesa ecuadoriana rischia di essere messa sotto pressione senza trovare sostegno dal reparto avanzato. Curaçao, alla sua prima Coppa del Mondo in assoluto, parte invece con obiettivi chiari: vivere l’esperienza, strappare qualche punto e non fare figuracce. Il divario tecnico con le altre tre nazionali è troppo ampio per coltivare ambizioni diverse.

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Partite decisive

Il programma della fase a gironi propone subito un appuntamento di rilievo: Germania–Curaçao il 14 giugno a Houston sarà il debutto della Mannschaft e, sulla carta, la partita più agevole del girone. Più interessante sarà misurare quanto i tedeschi riusciranno a girare la rosa senza perdere intensità. La partita che potrebbe davvero decidere le sorti del girone è però Germania–Costa d’Avorio, in programma il 20 giugno a Toronto: uno scontro diretto ad alto tasso tecnico, con la posta in palio altissima per entrambe le nazionali. In contemporanea, Ecuador–Curaçao il 21 giugno a Kansas City diventa uno spartiacque fondamentale per i sudamericani. L’ultima giornata, con le partite in contemporanea, potrebbe regalare scenari aperti e carichi di tensione.

Pronostico finale

La Germania dovrebbe chiudere il girone al primo posto senza particolari sorprese, salvo imprevisti legati alla condizione fisica di Musiala o a qualche blackout difensivo nelle transizioni. Il secondo posto è invece una questione aperta tra Ecuador e Costa d’Avorio: gli africani hanno un arsenale tecnico superiore, ma i sudamericani possono opporre una solidità difensiva rara e il cinismo nelle partite che contano.